OFFIDA – Di seguito una nota del Comune di Offida in merito al 25 aprile.

“Il 25 aprile segna un secondo risorgimento per il nostro Paese e per l’Europa intera. Bisogna avere la consapevolezza che la resistenza è stata il punto più alto della crescita e del riscatto per tutta l’Italia, non solo di una parte. La storia non si può riscrivere”. Con questa frase il sindaco Valerio Lucciarini, ha iniziato il suo discorso di fronte al Monumento ai Caduti di Piazza della Libertà di Offida.

La commemorazione dell’importante giornata si è tenuta durante la mattinata e ha visto la deposizione delle corone di alloro in tre monumenti offidani: quello al centro storico e negli altri due siti in Contrada Lava, occasione in cui Lucciarini ha ricordato Cesare, Antonio e Luciano Gabrielli, uccisi dai tedeschi, e il primo sindaco offidano del dopoguerra, Luigi Stipa, ingegnere e inventore di un motore precursore di quello a reazione e insignito della medaglia al valore militare e aeronautico per l’attività partigiana svolta durante la seconda guerra mondiale.

“È un errore – continua il Primo cittadino –  un grave errore far passar questa giornata dell’affermazione di un popolo, la giornata della resistenza, come qualcosa che appartenga a solo una parte della popolazione. Per la liberazione dal nazismo si sono impegnati comunisti, ma anche i liberali, i monarchici, i cattolici, i carabinieri. Bisogna avere la consapevolezza, oggi, che in quel momento abbiamo raggiunto, con il riscatto dell’Italia, il punto più alto della crescita del nostro popolo. Chi contesta una giornata così importante, lo può fare in virtù di quella libertà conquistata dalla resistenza di tanti uomini e donne, che hanno messo la loro vita al servizio di una comunità, di un ideale, della storia”.

Il Sindaco, citando a memoria la frase più famosa di Calamandrei, ha spiegato ai ragazzi presenti la forza delle parole legate alla resistenza, il coraggio di morire per un proprio ideale, da uomini, e ha precisato come oggi non si possa mortificare la memoria di coloro che hanno consentito, a costo della propria vita, la sopravvivenza delle generazioni future.

Lucciarini ha anche ricordato anche quel che disse Vittorio Foa, all’onorevole Pisanò (Msi) in un dibattito televisivo: Se avesse vinto lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, lei è senatore della repubblica e parla qui con me. “Ebbene – ha commentato il Sindaco – la differenza tra la dittatura e la democrazia è tutta qui”.

Il Primo cittadino, nel ringraziare l’associazione dei Mutilati e Invalidi di Guerra e il Presidente Mattarella –  per aver definito la resistenza di una rivolta morale contro il nazismo, senza attribuirgli alcun colore specifico –  ha ricordato a tutti i presenti alla commemorazione che oggi siamo cittadini italiani ed europei proprio grazie a quella rivalsa.

 

 

 

 


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