ASCOLI PICENO – Interessanti novità per incentivare produttività agricola, sviluppo e competitività nella produzione agricola e di allevamento della Regione Marche. Anna Casini, vice Presidente della Regione Marche e Assessore regionale all’agricoltura insieme ad Andrea Strafonda (funzionario del servizio Politiche Agroalimentari della Regione Marche) e Roberto Luciani (dirigente del servizio Politiche Agroalimentari) hanno spiegato il nuovo programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione Marche 2014-2020 in un seminario tenutosi alla sala De Carolis-Ferri.

Il Psr è lo strumento di programmazione comunitaria sostenuto dal Fondo Europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). I finanziamenti Feasr si uniscono a quelli nazionali e regionali per favorire interventi nei settori agricoli, forestali e dell’allevamento. In questo modo si punta ad accrescere lo sviluppo sostenibile delle aree rurali, migliorare l’equilibrio territoriale, incentivare competitività e innovazione.

I contributi e gli aiuti previsti dal Psr Marche 2014-2020 sono individuati attraverso bandi pubblici pubblicati sul sito del Psre sul Bur (Bollettino Ufficiale della Regione). I bandi individuano le tipologie di intervento, i tassi di aiuto, le condizioni di ammissibilità, le priorità e i termini entro cui è possibile presentare la domanda di sostegno.

A seguito degli eventi sismici che hanno colpito la regione Marche, sono state stanziate ulteriori risorse finanziarie e all’originale capitale di 537,96 milioni di euro è stato aggiunto l’importo di 159,25 milioni di euro, frutto delle donazioni di solidarietà offerte dai Psr delle altre regioni italiane e dallo Stato. La Commissione Europea e la Regione Marche hanno fissato i termini di accessibilità ai finanziamenti.

Il modello di sviluppo agricolo finanziabile è quello della filiera integrata, così come precisato da Anna Casini, da Luciani e da Strafonda. Nella filiera è obbligatorio mettere insieme più soggetti all’interno della catena produttiva e di trasformazione del prodotto finale da immettere sul mercato. In questo modo si lavora anche sulla qualità del prodotto per l’ottenimento delle certificazioni. Le filiere di distinguono in due categorie: quelle agroalimentari e quelle corte e mercati locali (che prevedono cioè un solo intermediario tra il produttore e il consumatore finale, o che operano su un raggio territoriale di 70 chilometri).

Tutti i bandi che riguardano progetti di filiere integrate agricole verranno emanati entro maggio. Per le filiere agroalimentari vi è a disposizione un capitale di 6 milioni e 500 mila euro, per le filiere corte e di mercato locale, 6 milioni e 200mila euro. Le filiere sono composte da soggetti promotori e da soggetti partecipanti ed è prevista anche la figura facoltativa di un “facilitatore di filiera“, che è un professionista iscritto all’albo dopo un corso regionale gratuito di 100 ore, che si preoccupa di istruire la domanda di finanziamento in regione, di costituire la filiera, di redigere e far concludere il contratto di filiera e di promuovere il progetto integrato di filiera.

Ecco i passaggi fondamentali della domanda di partecipazione al bando di finanziamento regionale del Psr 2014-2020:

1 – Pubblicazione del bando; 2) presentazione di una domanda corredata da progetto, 3) iscrizione al sistema informatico agricolo regionale (siar), 4) compilazione della domanda di aiuto sul siar e caricamento allegati (il prodotto finale oggetto della filiera deve essere specificato chiaramente ed in maniera inequivoca); 5) Esame della domanda in Regione e istruttoria di ammissibilità; 6) Al termine della istruttoria, pubblicazione della graduatoria; 7) Comunicazione di finanziabilità per le domande accolte; 8) Avviamento e realizzazione del progetto; 9) Presentazione della domanda di pagamento tramite siar; 10) Esame di siffatta domanda di pagamento; 11) Autorizzazione alla liquidazione; 12)Pagamento a cura di Agea.

Importante novità per i comuni delle zone agricole che rientrano nel cratere sismico è la misura 6.4 az 5 del Psr che prevede che i prodotti agricoli finali delle filiere integrate di queste zone, possano essere commercializzati anche al di fuori dell’area aziendale e quindi fuori cratere. Tale misura è utile per favorire una migliore fruibilità sul mercato e maggiori possibilità di vendita (se si considera che le zone del cratere sismico hanno una esigua densità di popolazione con una scarsa domanda di mercato).

Info: www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/PSR-Marche oppure: servizio.politicheagroalimentari@regione.marche.it


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