CASTEL DI LAMA – Due sindaci uniti nel richiedere alla Provincia di revocare, in autotutela, un provvedimento preso dalla dirigente del settore Tutela e Valorizzazione Ambientale, Luigina Amurri, in merito alla discarica di Relluce, e in particolar modo sulla copertura della vasca numero 4 da parte di Ascoli Servizi Comunali, società partecipata del Comune di Ascoli che gestisce la discarica. Il motivo? L’ennesima proroga accordata al termine dei lavori, stavolta fino al prossimo 30 giugno, quando inizialmente si era deciso che tutto dovesse essere terminato già il 16 marzo 2016, quindi più di tre anni fa.

I sindaci sono Mauro Bochicchio di Castel di Lama e Sara Moreschini di Appignano del Tronto, i quali in questa giornata, martedì 30 aprile, hanno inviato una comunicazione ufficiale alla Provincia di Ascoli: “Dalla lettura dell’atto infatti emerge che il capping della 4° vasca di Relluce, che avrebbe dovuto concludersi in data 16 marzo 2016, non è stato ancora completato grazie ad una serie di provvedimenti a sua firma (della dottoressa Amurri, ndr) che hanno concesso a detta società di differire ripetutamente la copertura della Vasca 4” scrivono i due sindaci nella lettera.

“In data 26 novembre 2018 veniva concessa una ulteriore proroga al 30 aprile 2019. Questa volta “la colpa” era del Suap di Ascoli Piceno che dal 29 agosto 2018 aveva impiegato meno di 30 giorni a concedere il rilascio del permesso a costruire che non sarebbe stato necessario se Ascoli Servizi Comunali si fosse attenuta a quanto prescritto con Determina 1497/2017 del 27 settembre 2019 – sostengono Bochicchio e Moreschini – Infine il 23 aprile lei concedeva un nuovo differimento al 30 giugno” motivandolo con una dichiarazione di Ascoli Servizi Comunali per “la mancata definizione della questione della 5° Vasca” che sinceramente ci pare assurda”.

Per questo Bochicchio e Moreschini chiedono alla dottoressa Amurri di “revocare in autotutela la determina indicata in oggetto per assoluta carenza e inadeguatezza delle motivazioni della stessa; di procedere senza ulteriori indugi all’escussione della polizza fideiussoria a garanzia del rispetto delle prescrizioni Aia visto che è l’unico strumento previsto dalla legge posto a garanzia degli interessi pubblici; a verificare se, sulla base della documentazione in suo possesso, quale sia il risparmio che Ascoli Servizi Comuni ha ottenuto chiedendo ed ottenendo continue modifiche al pacchetto di copertura della 4° vasca e se tale risparmio possa configurarsi come un indebito arricchimento per Ascoli Servizi Comunali in danno ai contribuenti della provincia di Ascoli Piceno”.


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