ASCOLI PICENO – Interessante convegno alla Libreria Rinascita di Ascoli Piceno il pomeriggio del 10 maggio.

Ludovico Romagni, noto architetto progettista ascolano e ricercatore universitario, introdotto da Angelo Procaccini, ha passato in rassegna tutti gli aspetti più salienti e significativi anche a livello politico, per una corretta progettazione urbanistica.

Romagni è partito dall’ interrogativo che ha dato l’input all’incontro culturale alla libreria Rinascita, ovvero: “Cosa significa progettare un territorio?” 

Il primo obiettivo di una corretta pianificazione e progettazione territoriale è quello della visione. Nella visione rientrano la valorizzazione di ciò che già esiste, la salvaguardia morfologica del territorio, l’attuazione di politiche per l’equilibrio sociale, la visione funzionale, il voler preservare la città da un punto di vista estetico, ma anche la valutazione dei rischi in presenza di eventi naturali che ne minimo la sicurezza.

Il secondo obiettivo è cercare di conservare tutto ciò che esiste rendendolo funzionale e adeguandolo alle esigenze della contemporaneità.

Il terzo obiettivo è quello di costruire dando spazio a nuove idee, alla creatività, sempre in risposta alle esigenze della contemporaneità.

Quindi, ricapitolando, per Romagni, la progettazione di un territorio è fatta di visione, conservazione e costruzione.

Questi tre obiettivi vanno raggiunti dalla amministrazione politica di un territorio attraverso lo scambio culturale e di informazioni con l’università, i professori e i ricercatori universitari e con i professionisti, non già con l’apparato tecnico- amministrativo come accade ora. Poichè una collettività ha bisogno di un confronto e di una interazione con chi la amministra e non di essere egemonizzata dal potere politico.

Per Ludovico Romagni alla città di Ascoli Piceno è mancata la progettualità, intesa come una visione condivisa fra tutti e che deve produrre risultati, e “progettualità” è la parola chiave dalla quale bisogna ripartire per Ascoli.

Romagni ha poi passato velocemente in rassegna le idee progettuali per alcune aree della città: come lo Stadio (ha criticato l’ubicazione che crea forti problemi con il traffico durante le partite), il quartiere di Porta Solestà che potrebbe ricevere maggior lustro da strutture funzionali e di utilità sociale, l’area Carbon che potrebbe essere adeguatamente riqualificata se solo si pensasse a fare una proposta di pubblica utilità.

Romagni ha criticato il piano regolatore e la previsione del “Parco Fluviale” (area campo Squarcia con colonne di cartone durante lo svolgimento della Quintana), ha menzionato progetti da lui curati personalmente insieme ad altri colleghi come il progetto del parco Urbano a San Marco, e la riqualificazione del comprensorio del Monte Piselli. Tutte idee progettuali attuabili attraverso una certa politica della condivisione e del confronto con i cittadini e con le loro esigenze.

Sul punto hanno spiegato un intervento conforme anche Anna Casini (vice presidente della Regione Marche) e il candidato sindaco della lista PD con cui Romagni si candida, ovvero Pietro Frenquellucci.


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