ASCOLI PICENO – Nel corso del ballottaggio del 2016 a San Benedetto, quando l’attuale sindaco Piunti si impose su Paolo Perazzoli del Pd recuperando circa 15 punti percentuali rispetto al primo turno (finito, decimale più decimale meno, 46 a 31 per Perazzoli), mi sbilanciai pronosticando, invece, una rimonta molto difficile da parte dell’attuale primo cittadino. Insomma, il distacco era tale che soltanto eventi impensabili potevano sovvertire la situazione. Equiparai una eventuale impresa di Piunti a quella di Nibali, che in quei giorni si impose al Giro d’Italia 2016 con una rimonta impensabile nelle ultime tappe.

Piunti mi chiamò al telefono: “Non devi scriverlo, io te lo dico in confidenza: io diventerò sindaco. Il distacco è colmabile”. Lo diceva non per propaganda ma per convinzione. Io risposi che tutto era possibile, ma sarebbe servito davvero un evento quasi irripetibile.

Ora, a distanza di tre anni, l’altra città del Piceno, il capoluogo Ascoli, propone lo scenario del ballottaggio. Anche qui si parte da un favorito, o almeno da un pretendente che si trova nel primo stallo della griglia di partenza, e un inseguitore. Parliamo di Marco Fioravanti (Fratelli d’Italia) che ha ottenuto il 37,38% al primo turno, e Piero Celani, 21,43%.

Analogie, rispetto al ballottaggio Piunti-Perazzoli, ben poche, però. Se Perazzoli sembrava ad un passo dalla vittoria, poi sfumata, Fioravanti è diviso dalla metà del 50%+1 dei voti in maniera più marcata; ma lo stesso si può dire di Celani, che dovrà più che raddoppiare le preferenze.

Gran parte del voto del ballottaggio sarà influenzato da valutazioni personali, tra le quali anche la diversa composizione del Consiglio Comunale e gli eventuali assessori. Fioravanti, oltre una base di partenza più favorevole, ha dalla sua l’età più giovane e il vento che soffia in poppa ai due partiti cardine che lo sostengono, Lega e Fratelli d’Italia. Celani gioca sull’esperienza amministrativa e non a caso chiama Fioravanti “ragazzo”, e potrebbe trovare delle convergenze inattese da simpatizzanti della sinistra e pure dei M5S, in funzione anti-destra.

Allo stesso modo Fioravanti giocherà ovviamente le sue carte sul suo viso (relativamente) nuovo, in contrapposizione a quello dell’ex sindaco. Celani che, proprio ieri, nell’intervista rilasciata a Piceno Oggi, accumunava Fioravanti all’ombra dell’attuale sindaco Castelli.

Ci si augura, ad ogni modo, che la sfida sia vivace ma non tracimi oltre. Che vinca il migliore per Ascoli e per tutto il Piceno, in un momento storico davvero delicato dove, più che i personalismi, c’è bisogno di saper difendere e rafforzare il bene comune.


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