ASCOLI PICENO – Sanità, di seguito riportiamo un comunicato stampa di Articolo Uno, provincia di Ascoli Piceno. Il partito parla dell’attuale offerta sanitaria del Piceno con un occhio alla progettazione del nuovo ospedale.

“Sul nuovo Ospedale unico della Provincia di Ascoli si è sviluppato un dibattito surreale e vacuo, in assenza di atti programmazione ed indirizzo da parte della Regione, che non giova ad una seria riflessione globale sul delicato tema della sanità regionale. Mentre i partiti e civici di centro-destra, il M5S e settori del Pd si attardano ancora sul Comune dove costruirlo, i primari del piceno si trasferiscono in altri ospedali anche fuori regione e la bozza di Patto per la Salute proposta dal governo nazionale Lega-M5S ipotizza un ulteriore taglio di 3,5 miliardi di euro alla sanità”.

Siamo fortemente critici verso il sottofinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, il cui effetto è una privatizzazione strisciante attraverso l’aumento inesorabile della spesa di tasca propria negli studi privati, mentre aumentano le liste d’attesa. Le scarne indicazioni fornite dallo stesso Presidente e dalla vice-Presidente Casini, in un breve videomessaggio circolato dopo la conclusione della recente tornata elettorale amministrativa, hanno sollevato i legittimi dubbi dei cittadini che vivono quotidianamente sulla loro pelle l’impoverimento dei servizi sanitari. Noi riteniamo più utile interrogarci su come migliorare il livello dei servizi sanitari del nostro territorio e la salute della popolazione picena, anziché attardarci in dibattiti sterili e campanilismi. Sotto tale aspetto, Articolo Uno della provincia di Ascoli Piceno critica la gestione inappropriata, accentrata e non trasparente della sanità regionale da parte della Giunta Ceriscioli. Non ci si può accontentare di un Piano Sanitario, sia anche ben scritto, quando la politica concreta mostra di non essere consequenziale ad esso, e quando manca la conoscibilità di dati reali e verificabili sullo stato dell’arte della sanità marchigiana.

“Crediamo che il modello dell’Azienda Unica Regionale abbia mostrato i suoi limiti e che sia necessario riavvicinare le decisioni al territorio, ai cittadini e agli operatori. Per questo motivo il nostro consigliere regionale Gianluca Busilacchi ha proposto la riorganizzazione del sistema sanitario imperniato su Azienda Sanitarie di ambito provinciale ciascuna dotata di autonomia giuridica, amministrativa, organizzativa. Il Piceno è, purtroppo, la cenerentola della sanità marchigiana ed è stata ulteriormente penalizzata negli ultimi anni da tagli indiscriminati e senza razionalità. Fra le molteplici cause di questa situazione – è inutile nasconderlo – c’è anche l’inefficienza di due strutture ospedaliere (il Mazzoni di Ascoli Piceno ed il Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto) obsolete dal punto di vista architettonico, negli impianti e nelle attrezzature sanitarie, costose nelle manutenzioni (con la penalità, per
l’Ospedale di San Benedetto del Tronto, di una infelice logistica). Articolo Uno ritiene perciò che si debba discutere del «come» e del «cosa» sul nuovo Ospedale, ma non più sul «se».

“Chiede con forza che sia emesso un atto programmatorio relativo all’edilizia ospedaliera, ispirato alle migliori esperienze maturate in altre regioni italiane. La Regione assuma la responsabilità di emettere gli atti amministrativi conseguenti alla scelta annunciata avviando, con chiarezza sugli obiettivi di salute, sulle risorse economiche e sulle modalità di impiego degli investimenti, il percorso di progettazione del nuovo Ospedale di 1° livello a vantaggio di tutta la provincia. Un Ospedale nuovo che non sia la concentrazione delle specialità già esistenti, ovvero la somma di due debolezze, ma un progetto nato per rispondere alle esigenze sociosanitarie del territorio piceno, programmando un’offerta di Servizi innovativi per il 2025-2030, anni in cui realisticamente potrebbe essere operativo”.

Negli anni che ci separano dall’entrata in funzione della nuova Struttura, Articolo Uno chiede l’impegno da parte della Giunta Regionale a invertire il trend in atto:

– mantenendo ed anzi rafforzando, negli ospedali di San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno, i servizi esistenti sia per acuti che per pazienti cronici;

– rafforzando il personale in misura adeguata e sulla base del merito;

– attivando politiche (come in Toscana ed in Emilia-Romagna) per trattenere con degli incentivi ad hoc i medici oltre l’orario per abbattere le liste d’attesa ambulatoriali;

– avvicinando al cittadino i servizi di base (ambulatoriali e per tutti i tipi di fragilità, residenziali e non) su tutto il territorio dell’Area Vasta.”


Copyright © 2019 Riviera Oggi, riproduzione riservata.