MONTEMARCIANO – RisorgiMarche, atto terzo, è partito l’111 luglio e Legambiente dice la sua circa il “rischio per l’ambiente che l’evento comporta” .

Di seguito la nota stampa.

“Prendiamo atto che, nella scelta della location e della modalità di svolgimento del festival RisorgiMarche, anche per questa edizione si è deciso di proseguire con un modello di evento che mette a rischio la delicata biodiversità del luogo e non tiene conto delle forme di tutela necessarie sia per le specie animali che per quelle vegetali.

Senza dubbio riteniamo RisorgiMarche un evento importante per tutta la comunità ferita dal sisma, ma ci sentiamo anche di rimarcare che le zone interessate dai concerti sono estremamente preziose e delicate dal punto di vista naturalistico. Aree di rilevante o eccezionale valore paesaggistico-ambientale, che meritano una cura e un’attenzione che, senza dubbio, la presenza in contemporanea di migliaia di persone non è in grado di fornire. Eventi simili possono comportare il danneggiamento della flora spontanea e l’emissione di suoni e rumori molesti per la fauna selvatica, rischiando dunque di alterare in modo incisivo questi ecosistemi e habitat naturali.

Per questi motivi, riteniamo che determinate manifestazioni debbano essere organizzate preferibilmente in prossimità di centri urbani e nelle aree agricole collinari e di fondovalle, dove sono presenti strutture ricettive ed aziende agrarie i cui gestori sono quotidianamente impegnati nella difficile rinascita economica, sociale e culturale post sisma. Solo così si potrebbe dare una mano concreta alla comunità dei luoghi interessati.

Siamo, inoltre, convinti che eventi come questo aiutino a riscoprire il senso di appartenenza e di comunità e abbiano il grande merito di tenere accesi i riflettori sul territorio post sisma. Agli organizzatori del festival, però, chiediamo che, già a partire dalla prossima edizione, Legambiente e tutte le altre associazioni a tutela dell’ambiente vengano coinvolte fin da subito nell’organizzazione di RisorgiMarche affinché si possa tutti assieme dare vita ad un festival nel segno della sostenibilità ambientale”.


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