ROTELLA – Non è stata ancora assorbita dai tanti “sostenitori” l’amarezza.

Il Porco Festival a Rotella non si svolgerà quest’estate. Ad annunciarlo fu la Pro Loco Rotella con un lungo comunicato.

“Dopo 15 anni niente Porco Festival a Rotella”. L’annuncio della Pro Loco

Non si fece  attendere la risposta del sindaco Giovanni Borraccini.

Porco Festival a Rotella, Borraccini: “Non è arrivata nessuna richiesta per fare la festa”

Uno scontro Pro Loco-amministrazione che non ha ancora fine. Il presidente della Pro Loco Gianluca Egidi ha scritto, e risposto al primo cittadino, una nota con cui vengono elencate ‘le ragioni di una scelta’.

Riportiamo la missiva integrale pubblicata sulla pagina ufficiale Facebook della Pro Loco. Probabilmente non mancherà, anche in questa occasione, una risposta del sindaco Giovanni Borraccini.

“Sindaco mi perdonerà se nel rispondere al suo comunicato adopererò un approccio più discorsivo e meno formale; ma non per questo, spero, meno puntuale. Ho letto il suo post e avrei alcune precisazioni da fare.

Lei scrive: “Per essere estremamente chiari, NESSUNA RICHIESTA PER FARE LA FESTA E’ STATA PRESENTATA IN COMUNE ….”. Sindaco, poteva risparmiare l’abuso di maiuscole perche nessuno ha sostenuto il contrario. E’ forse stato scritto che la Pro Loco, in merito ad una ipotetica futura edizione, ha avanzato richieste che sono state respinte? Dove?

Ancora: “di tutto questo, risultato elettorale compreso, si deve prendere decisamente ma serenamente atto”. Ha letto il comunicato? Con riferimento all’amministrazione c’era scritto: “confermata di recente da un successo elettorale pressoché plebiscitario che non lascia spazio ad interpretazioni”. Più deciso e perentorio di così?

Mi chiarisca questo passaggio “lasciando opportunità e possibilità a chi la festa la vuole fare”. A chi si riferisce Sindaco? Spero non ad altri soggetti che non siano la Pro Loco. Perché se così fosse sarei costretto a ricordarle la sua indignazione, espressa in mia presenza e alla presenza del vicepresidente, al palesarsi dell’ipotesi che fosse la Pro Loco a fare la Sagra della Polenta visti i problemi del relativo comitato. In tale circostanza le chiarii che io stesso mi ero opposto per rispetto di chi quella festa l’aveva ideata e portata avanti e che a mio parere si sarebbe potuto intervenire solo se invitati a farlo. 

Pertanto, se non le sembrava corretto allora che la Pro Loco subentrasse in una festa che non le apparteneva, voglio ben sperare che non stia auspicando oggi la realizzazione del Porco da parte di soggetti altri da quello che la manifestazione l’ha ideata, l’ha fatta crescere e l’ha portata ai livelli che conosciamo. Le due posizioni sarebbero palesemente contraddittorie. 

La cito ancora: il Porco “è stato l’unico grande evento confermato nei comuni del cratere sismico nel 2017”. E’ questa conferma sarebbe opera dell’amministrazione? Sa perché nonostante il sisma l’edizione del 2017 è stata confermata? Perché la ProLoco di Rotella con un incredibile dispendio di energie e di risorse economiche ha preso una manifestazione, concepita per essere svolta nelle vie della parte vecchia del paese diventate zona rossa, e l’ha portata fuori ripensandola completamente, vincendo una scommessa che in pochissimi avrebbero fatto. 

Lei accenna poi alle modifiche sulle viabilità scaturite dalla sopracitata dislocazione della festa all’esterno e dalla conseguente necessità di chiudere la provinciale. 

A tal proposito, non so lei, ma io non dimentico che è stato necessario “minacciare” di non fare nulla per fare si che lei chiedesse alla provincia un nulla osta di chiusura di 5 giorni: i tre Giorni di festa più il giorno prima per allestire ciò che va sulla carreggiata e quello successivo per smontare il tutto. Necessari anche per fare le cose con una certa calma e sicurezza. Fabrizio Caucci e Roberto Fioravanti mi hanno spesso accompagnato in Comune in queste circostanze; possono dare dettagliata testimonianza. 

Non si può dibattere anche sull’ovvio. Lei insisteva per la chiusura di soli 4 giorni a partire dall’undici. Come si poteva anche solo ipotizzare che la faccia, il gazebo, i due palchetti e l’ulteriore chiusura verso il cimitero, più tutti i tavoli e le panche venissero allestiti sulla carreggiata il medesimo giorno della festa con tutto il caos e le altre cose da fare. L’abbiamo convinta il primo anno. L’anno scorso la discussione è ricominciata daccapo. Per contro la Provincia il nulla osta sui 5 giorni di chiusura lo ha sempre dato senza sollevare appunti o rilievi. 

Arriviamo poi alle “autorizzazioni rese necessarie dalle giuste regole della sicurezza”. Da questo punto di vista, come lei sa bene, la principale novità è costituita dalla necessità di redigere apposito Piano di Sicurezza quando le dimensioni della festa sono tali da richiederlo. Ora Sindaco. Sa chi paga il Piano in tutte, e ribadisco tutte, le grandi manifestazioni che si svolgono nei paesi limitrofi? L’amministrazione. Sa chi paga il Piano Sicurezza del Porco? (domanda retorica) La Pro Loco. All’incirca 4000 euro in due anni. 

Un ultimo appunto sul suo recente comunicato in merito ai discorsi sulla neutralità e sulle interferenze. Sa Sindaco sono discorsi piuttosto scivolosi. Specialmente se applicati ad una comunità naturalmente portata alle commistioni come può essere quella di un comune di 800 anime. A tal proposito potrei ricordare due episodi ai quali abbiamo partecipato Io, lei e Fabrizio Caucci in qualità di vicepresidente. 

Uno risale al nostro primo incontro in comune dopo l’elezione del nuovo consiglio Pro Loco. Lei eletto da poco aveva davanti a se due persone anch’esse neoelette che si erano fatte avanti per ricondurre l’associazione ad un dialogo con l’amministrazione e realizzare l’edizione del Porco di quell’anno. 

Avrebbe potuto provare a fidarsi di chi aveva davanti. Avremmo potuto tranquillamente limitare la discussione alle future attività della Pro Loco, come sarebbe stato auspicabile, ma lei sentì il bisogno di  lamentarsi della composizione del neonato consiglio che non la aggradava; un consiglio del quale non era intenzionato a fidarsi vista la presenza di alcune persone al suo interno. La nuova Pro Loco, prima ancora di dare prova di se, veniva giudicata non per il suo operato ma per le persone che ne facevano parte. A proposito di neutralità, interferenze e personalismi. 

Il secondo è molto più recente. Risale ad alcuni mesi prima delle ultime elezioni, in un occasione di incontro in comune lei ebbe modo di chiedere apertamente il mio appoggio in vista della campagna elettorale. Un appoggio neutrale? Un ossimoro.

Terminati i rilievi al recente comunicato veniamo alle ragioni della scelta di fermarsi per la parte in cui è dipesa dai rapporti tra Amministrazione e Pro Loco. Da questo punto di vista a fare fede e a costituire il principale elemento di valutazione ci sono i passati cinque anni di convivenza. Anni nei quali il pressoché unico referente dell’associazione è stato il Sindaco. In rarissime circostanze ai nostri incontri hanno partecipato altri membri della giunta. Non me ne vogliano pertanto i nuovi consiglieri eletti se siamo portati a credere che così sarà anche nei prossimi cinque anni. Ad ogni modo il nostro giudizio non può interessarli dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone non coinvolte nella precedenza esperienza. 

Se ci si chiede perché la decisione di fermarsi, dipendendo da una valutazione di quanto accaduto nei precedenti anni, non sia stata presa prima delle elezioni… La risposta è semplice. Non era assolutamente possibile farlo. Se la Pro Loco nel corso dell’anno elettorale, dopo l’edizione 2018 avesse iniziato a tirare un bilancio dei cinque anni trascorsi e a criticare l’operato dell’amministrazione, anche se limitatamente a quanto di sua competenza, sarebbe immediatamente partita l’accusa di voler condizionare l’esito elettorale. Si è pertanto preferito attendere. 

Ora le elezioni sono state fatte. La cittadinanza ha confermato il sindaco per il secondo mandato. Il giudizio complessivo sui suoi cinque anni di amministrazione è stato dato da chi di dovere e non spetta certo alla Pro Loco metterlo in discussione. 

Ma questo non sposta di una virgola il pieno diritto dell’associazione di dire che, limitatamente alla gestione dei rapporti con la Pro Loco, i cinque anni di amministrazione che abbiamo alle spalle non possono essere considerati in alcun modo una positiva base di partenza.

Seguono pezze d’appoggio. 

Un primo segno di sfiducia è arrivato nel 2014 nell’ambito della manifestazione teatrale “Poggio Canoso in Scena”. Manifestazione di iniziativa comunale fortemente voluta, come in molti ricorderanno, da Breccia Cesira. Era quindi il Comune il soggetto trainante che organizzava l’evento e chiedeva i finanziamenti, anche perché ovviamente più titolato. La Pro Loco si impegnava a fornire supporto logistico ed economico laddove i suddetti finanziamenti non fossero arrivati. Con l’arrivo della nuova amministrazione la collaborazione è saltata. Nonostante che delle richieste di finanziamento fossero già avviate la Pro Loco si è dovuta fare totalmente carico sin da subito delle spese (circa 6 mila euro quell’anno). 1500 furono recuperate dal BIM Tronto. Mentre le 700 euro della BCC Picena furono trattenute dal Comune a pagamento dell’utilizzo di Palazzo Magnalbò da parte delle compagnie teatrali. Da quel momento in avanti sarebbe stata la Pro Loco a sostenere in toto lo sforzo organizzativo ed economico della rassegna. E senza la possibilità di reperire fondi propria di un amministrazione comunale.

Come non citare poi la decisione della passata amministrazione di cambiare le serrature al Dancing Oasi per impedire a quei pericolosi facinorosi della Pro Loco di accedere indiscriminatamente alla struttura. Quando si dice la massima collaborazione. Non si è nemmeno provato a chiedere alla Pro Loco una diversa gestione delle chiavi, ammesso e non concesso che fosse necessaria. La fiducia nell’associazione era tale che si è pensato di costringerla all’obbedienza cambiando le serrature. 

Il tutto assume contorni decisamente grotteschi se si pensa che il Dancing Oasi è sì struttura comunale data in gestione di volta in volta alle varie associazioni ma di fatto è la Pro Loco che da sempre ne mantiene in piedi la funzionalità, dai dettagli agli interventi strutturali. Accade così che ad occuparsi degli estintori, della derattizzazione, della manutenzione della cella frigo e congelatore non sia l’amministrazione ma la Pro Loco. Nel corso dell’ultimo anno la Proloco ha installato nella cucina una cappa aspirante da 1400 euro.  Ha provveduto al rifacimento delle condutture del gas metano per 850 euro. Ha messo in funzione un bollitore/cuocipasta spendendo 300 euro. Ha realizzato con 300 euro una struttura in acciaio a sostegno dei fornelloni. 165 euro sono andati all’acquisto di tre nuovi fornelloni. Ha realizzato due nuovi bracieri con una spesa di 500 euro. Sempre a cura della Pro Loco sono l’impianto audio e l’illuminazione esterna al LED. Poi ci sono le posate, gli utensili da cucina, le pentole, i vassoi, le teglie, scope e scopettoni, stracci, spugne, detersivi etc. Ovviamente tutte cose che rimangono lì per l’utilizzo gratuito di privati e associazioni. 

Senza la Pro Loco il Dancing Oasi sarebbe un edificio vuoto. Se poi, mentre ti fai carico di spese che non sarebbero di tua competenza, senza mai chiedere un euro indietro, senza attaccare targhette, e senza proclami via web, qualcuno ti cambia la serratura in spirito di piena collaborazione… sai…un po’ ci rimani male.

Poi è arrivata la richiesta della restituzione dei locali di Poggio Canoso. Sorvoliamo per carità di patria e per non allungare ulteriormente uno scritto che si preannuncia impegnativo, sulle reali ragioni che portarono all’attribuzione di quei locali alla Pro Loco. Ragioni che come il sindaco sa non hanno nulla a che fare con le presunte manie di appropriazione della Pro Loco. Sottolineo … Restituzione. Anche qui nessun tentativo di collaborazione. 

Ad ogni modo con lettera dell’ottobre 2015 quei locali sono stati restituiti. E per più di due anni sono rimasti in carico al comune per essere poi destinati ad altra associazione. L’immediatezza e l’efficienza manifestate nel richiedere i locali sono state inversamente proporzionali alla capacità dell’amministrazione di fare una semplicissima voltura delle utenze. 

Dopo la restituzione, passati i tempi tecnici di una voltura,  la Pro Loco avrebbe avuto pieno diritto di procedere con la disdetta di acqua e luce, ma onde evitare all’amministrazione i costi di un nuovo allaccio (pensate quanto siamo prevenuti) abbiamo atteso pazientemente e invano che il Comune facesse il suo. Nonostante i tanti inviti a procedere sono trascorsi due anni, e al momento della assegnazione dei locali ad altro soggetto le utenze erano ancora intestate alla Pro Loco. Per farla breve. Le utenze dei locali restituiti al Comune nel 2015, ancora quest’anno, quattro anni dopo, sottolineo… quattro anni dopo, risultavano intestate alla nostra associazione che, appurata l’impossibilità di vederle volturate, è stata costretta a disporne la disdetta. 

Veniamo ai locali delle ex scuole. Come molti dei ragazzi che hanno dato una mano al Porco sanno, lì sono state ricoverate per anni tutte le scenografie che vengono montate durante la manifestazione. Quando il terremoto ha reso necessario spostarvi gli uffici comunali il sindaco mi ha contattato e mi ha invitato a portare via il materiale. Anche in quella circostanza nessun aiuto è stato offerto, nessuna preoccupazione è stata manifestata in merito a dove sarebbe stato portato tutto quel materiale, nessun interessamento per verificare se la proloco avesse o meno una soluzione a riguardo. Niente più che una richiesta di sgombero. Dobbiamo alla cortesia di un privato se quel materiale ha trovato ricovero.

Passiamo al locale situato sotto al vecchio comune. Prima che il terremoto risolvesse tristemente alla radice il problema anche di questo è stata richiesta la restituzione per destinarlo ad un punto informazioni della Picena Gas. 

Non è stata la prima volta e non sarebbe stata l’ultima che mi è toccato spiegare al sindaco fino alla noia che la Pro Loco non è in grado di cedere locali perché ha una carenza cronica di spazi. Come ho già detto siamo costretti ad appoggiarci a privati. Dobbiamo forzatamente utilizzare la pista come un magazzino. Le attrezzature che poi fanno comodo a tutti, amministrazione compresa, da qualche parte vanno collocate e una manifestazione importante come il Porco le ha fatte lievitare. 

Nel caso specifico vista l’insistenza del Sindaco mi sono attivato per individuare un’alternativa e l’ho trovata nella ex farmacia su Piazza Municipio. Locale allora destinato a Castrum. Alessandro Pertosa e Mirco Troiani mi hanno dato la loro disponibilità a lasciarlo libero dal momento che all’interno erano ospitati solo dei cavalletti da esposizione. Per motivi che mi sfuggono l’alternativa fornita non aggradava il sindaco pur essendo il locale più piccolo ma meglio posizionato. Ad ogni modo visto che a quel punto spiegare l’insistenza sul locale pieno della Pro Loco rifiutando un locale vuoto risultava difficile da far passare dopo un estenuante tira e molla non se ne è fatto nulla. Poi come dicevo c’è stato il terremoto.

Altro locale…medesima richiesta. Quello situato di fianco all’arco. I tanti ragazzi che ci sono entrati per via del PorcoGarden sanno perfettamente quanto quel locale ospiti materiale stipato fino all’inverosimile; tra l’altro materiale piuttosto delicato e costoso. Anche qui; il comune lo ha chiesto indietro stavolta per destinarlo al Dopolavoro, privo di sede dopo il terremoto. La soluzione prospettata, ancora una volta, si sarebbe tradotta in un notevole problema per la Pro Loco. 

E il tutto risultava ancor più paradossale per la nostra associazione se si pensa che quel locale è pieno per via del successo di una manifestazione che ormai da molti anni rappresenta per il Dopolavoro la principale fonte di guadagno. Il Dopolavoro è infatti l’unica associazione rotellese ad avere un suo spazio all’interno del Porco. 

Anche in questo caso quindi ore e ore tra messaggi, incontri e telefonate passate a ribadire sino allo sfinimento l’ovvio. Che la Proloco non aveva spazi liberi nei quali portare tutto quel materiale. Allora sono iniziate a spuntare ipotesi di container o di locali privati che però avrebbero avuto un costo e a quel punto tanto valeva spendere il denaro per collocare direttamente il dopolavoro altrove. 

Anche in questo caso la Pro Loco ha provato ad avanzare una possibile soluzione proponendo una gestione concordata del Dancing Oasi in modo da lasciare spazio al Dopolavoro ma l’ipotesi è stata respinta. 

A proposito del Porco come non citare due richieste che sono emblematiche dello spirito con il quale l’Amministrazione ha guardato alla Pro Loco in questi anni.

Quella di pagare lo smaltimento dei rifiuti e quella di pagare l’occupazione del suolo pubblico (un grande classico che ciclicamente ritorna) come se tra i volontari che mettono a disposizione il loro tempo e il loro impegno per organizzare un evento che va a vantaggio di un’intera comunità, e il privato che viene a Rotella con la bancarella il 1 maggio … per il Comune non vi sia differenza alcuna.

Ne eravamo già sicuri prima ma per puro scrupolo abbiamo chiesto conferme ed è bene chiarire a tutti una volta per tutte che, in nessuno dei comuni vicini le associazioni che svolgono le principali manifestazioni che tutti conosciamo, sono mai state chiamate a farsi carico del pagamento dei rifiuti prodotti né tantomeno a pagare l’occupazione del suolo pubblico. L’Amministrazione di Rotella su entrambe i fronti sarà stata fiera di rappresentare un unicum. 

Sebbene dopo continue discussioni queste assurde richieste siano state archiviate (tranne che nel 2014 quando la Pro Loco ha pagato 540 euro per lo smaltimento dei rifiuti) il fatto stesso che il comune le abbia avanzate a più riprese, la dice lunga su quale sia stato il reale sostegno dell’amministrazione all’operato della Pro Loco al di la dello spirito di piena collaborazione tanto proclamato a parole.   

Inoltre all’accantonamento si è giunti solo in cambio dell’inserimento nella convenzione Comune/ProLoco relativa al Porco del seguente passaggio “La Pro Loco si impegna a contribuire in maniera determinante alla realizzazione di un progetto di pubblica utilità individuato di comune accordo con l’Amministrazione Comunale”. 

Quale sia il senso di questa clausola se non si ha una visione distorta della Pro Loco non è dato sapere. Non è già di pubblica utilità tutto quello che la Pro Loco fa?

Quando a Rotella arrivano in tre giorni migliaia di persone; la promozione del territorio che ne deriva non è di pubblica utilità? 

La pubblicità sui media che ne deriva non è di pubblica utilità? 

L’indotto in termini di guadagno per le varie attività commerciali non è di pubblica utilità? 

Lasciare alla Società Sportiva l’intero incasso dei parcheggi presso il campo trattenendo solo le spese di custodia, non è di pubblica utilità? 

Consentire al Dopolavoro di avere un grande guadagno con un piccolo sforzo grazie alla presenza all’interno del Porco, non è di pubblica utilità? 

Contribuire con 2000 euro al rifacimento del tappeto della bambinopoli non è di pubblica utilità?

Sostenere le spese di una delle due bande e del gruppo della taranta (totale 1200 euro) più il bere e parte delle materie prime – consentendo così alla parrocchia di incamerare la gran parte della questua e dell’incasso in occasione della festa di Santa Viviana dell’anno scorso – non è stato di pubblica utilità?

Farsi carico dell’organizzazione del Falò il 9 dicembre in collaborazione con il Comune non è di pubblica utilità? 

Fare in modo che un centinaio di persone di questo paese si ritrovino assieme in occasione del Capodanno non è di pubblica utilità?

Organizzare il teatro a Poggio non è stato di pubblica utilità?

Pagare il corso di teatro per molti anni non è stato di pubblica utilità?

Pagare la stampa del giornale Il Rotellese, non è stato di pubblica utilità?

Acquistare la stufa a pellet per l’oratorio e la fotocopiatrice per la scuola, non è stato di pubblica utilità?    

Restituire al centro storico del paese un edificio ristrutturato spendendo 37.500 euro non è stato di pubblica utilità?

Organizzare un weekend di festa con la Sagra delle quaglie, la maratonina e il saggio di danza non è di pubblica utilità?

Collaborare con il Comitato di Santa Lucia alla realizzazione della Festa delle Canestrelle non è di pubblica utilità?

Collaborare con la Società sportiva per la realizzazione della Sagra cozze e vongole e di Halloween non è di pubblica utilità?

Collaborare con il Coro per la realizzazione della Festa di San Martino non è di pubblica utilità?    

Prestare a tutti le proprie attrezzature senza chiedere mai un euro in cambio, non è di pubblica utilità?

Dare 1600 euro in beneficenza, come accaduto nell’ultimo anno, non è di pubblica utilità?

Spendere poco meno di 4000 euro, come è stato fatto l’anno scorso, per rinnovare le attrezzature del Dancing Oasi, non è di pubblica utilità?

Aiutare economicamente i ragazzi di rotella a realizzare il carro di carnevale da tempo immemorabile non è di pubblica utilità?

Da annotare anche il tentativo, che è tornato puntuale ogni anno, di scaricare sulla Pro Loco anche la pulizia del paese la mattina del giorno seguente alla manifestazione. Anche questa è una cosa che non avviene da nessuna parte. Eppure il Comune ha continuato a riproporla. La Pro Loco dal canto suo sì è sempre impegnata a svolgere una pulizia preliminare la sera stessa che, per ovvi motivi logistici, è diventata particolarmente efficace da quando la manifestazione è stata portata all’esterno.

Altra emblematica vicenda. Quando l’anno scorso è accaduto che un privato cittadino abbia fatto richiesta di utilizzo del suolo pubblico nei medesimi giorni, 11, 12 e 13 agosto, nei quali da anni la Pro Loco da vita alla principali manifestazione del paese, il Sindaco ci ha convocato in Comune per dirci che non sapeva cosa fare, doveva essere aiutato a decidere, doveva essere motivato a decidere in favore della Pro Loco. 

Tra il privato cittadino improvvisamente interessato al suolo pubblico nei medesimi giorni e la Pro Loco con il Porco e una storia consolidata di 15 anni, il Sindaco di Rotella non sapeva da che parte stare. 

Immaginate solo per un attimo se a Templaria o alla Mazzumaja il Sindaco convocasse gli organizzatori per dire loro che un privato cittadino ha chiesto il suolo pubblico nei medesimi giorni della manifestazione e lui non sa a chi concederlo. Cosa penserebbero di quel Sindaco? Sfido chiunque a sostenere che questo sia accettabile.

Sempre nell’ambito del Porco sono arrivate le richieste di farci carico di costi legati a competenze che sono proprie del comune: 

Come quella dei vigili che vengono chiamati dal Comune e che dal Comune vanno contabilizzati. Nel 2017 abbiamo anche acconsentito. Ci sono costati 500 euro.

Come quella della segnaletica stradale per le necessarie deviazioni che nel 2018 ha comportato una spesa per l’associazione di circa 800 euro.

E se da un lato alla Pro Loco viene sempre più spesso chiesto di farsi carico di costi che sarebbero di competenza comunale dall’altro, nei casi in cui l’amministrazione entra in possesso di fondi da distribuire alle associazioni, come è recentemente accaduto con i 5000 euro del GAL, la Pro Loco ne viene esclusa. 

Questo continuo dare per scontato che siccome la Pro Loco ha le spalle larghe allora qualsiasi richiesta, per quanto fuori luogo, debba essere accettata, mentre ogni possibile aiuto viene considerato superfluo è veramente disarmante. 

La solidità dell’associazione e una manifestazione divenuta tra le più popolari non sono stati una gentile concessione del fato, una casualità del destino, ma il frutto del tanto lavoro fatto, del molto tempo impiegato, delle crescenti responsabilità assunte, della passione profusa e dell’amicizia che ha legato le persone. Vorremmo che la futura amministrazione se ne rendesse conto. 

Il fatto che negli ultimi cinque anni la Pro Loco sia comunque riuscita a portare avanti le sue attività non autorizza nessuno a sostenere che si dovesse o si potesse andare avanti allo stesso modo. Per tutte le vicende sopra esposte non possiamo non rilevare che la Pro Loco negli ultimi cinque anni è stata costretta a muoversi in un contesto nel quale il rapporto tra l’Associazione e il Comune non ha rappresentato un punto di forza ma una fonte di incertezza. Speriamo che questa pausa aiuti tutti a riflettere e confidiamo nel futuro.


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