ASCOLI PICENO – Sono una famigliola di gatti che da anni vivono in libertà nella frazione di Palombare ad Ascoli, già abbastanza sfortunati perché vivono a ridosso della strada. Ma hanno avuto la fortuna di incontrare la signora Luigina Bruni, che tutti i giorni da 8 anni, va ad accudirli amorevolmente non facendogli mancare nulla. Soprattutto, per il loro bene e proprio per evitare l’intolleranza che spesso la presenza di animali genera, aveva chiesto l’aiuto dei volontari della LAC che erano riusciti, con non poco impegno, a sterilizzare tutti gli animali, operando l’ultima femmina proprio all’inizio di luglio. Come tutte le colonie feline, è tutelata dalla legge, che vieta a chiunque di maltrattare i gatti (L. 281/91 e L.R. 10/97)

Ma, come sempre accade, in ogni luogo vive un criminale vigliacco, che operando di nascosto decide di risolvere i suoi problemi personali di intolleranza verso altri esseri viventi, peraltro del tutto innocui, non esitando a ricorrere a metodi illegali e commettendo più reati, sicuro dell’impunità. Così il 15 luglio, proprio nel posto della ciotola, la signora Luigina ha scoperto delle polpette di carne appositamente confezionate e visibilmente piene di veleno. Subito sono state rimosse e immediatamente consegnate al Servizio Veterinario che ha attivato la procedura prevista dall’OM 3/6/2016 “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, inviandole all’Istituto Zooprofilattico di Fermo per l’analisi chimica.

Purtroppo nonostante il tempestivo intervento, il giorno dopo è stata rinvenuta una gatta deceduta. Anche l’animale è stato analizzato dall’IZP e purtroppo è arrivata la conferma: presenza abbondante di metaldeide, un veleno molto potente e pericoloso, presente nei lumachicidi, che ha fatto scattare quindi la denuncia immediata da parte degli organi competenti. 

Anche la Lega Abolizione Caccia ha depositato in Procura la propria denuncia come parte offesa, per i numerosi reati commessi con questo gesto ignobile: violazioni del c.p. (uccisione di animali, getto di sostanze pericolose), violazione della legge sulla fauna selvatica (L 157/92), violazione dell’OM citata e molti altri. Occorre ricordare che i bocconi avvelenati non producono solo l’atroce morte degli animali che li hanno ingeriti, ma anche le carcasse degli stessi possono a loro volta provocare il decesso di altri animali, soprattutto rapaci e volpi, innescando una terribile reazione a catena. Il veleno contenuto nelle esche e bocconi può inoltre diffondersi nell’ambiente inquinando il terreno e le acque superficiali, o entrare direttamente in contatto con la popolazione, in particolare i bambini, esponendola al rischio di avvelenamento. Nel clima di violenza ormai dilagante e fuori controllo in tutti i campi, qualcuno potrebbe ritenere secondari questi reati. Ricordiamo invece, che chi si rende autore di questi comportamenti dimostra un’indole violenta e sprezzante della legalità ed è ormai ampiamente dimostrata la correlazione tra violenza e reati a danno degli animali e violenza verso le persone, specie più deboli. La LAC chiede un’intensificazione dei controlli e l’istituzione di un tavolo di lavoro tra gli organi competenti, come previsto dall’OM anti-veleno. E, poiché la sicurezza dell’avvelenatore è quella di non essere visto muovendosi quando gli animali sono soli, con la speranza che invece stavolta qualcuno abbia notato qualcosa, la LAC invita chiunque sia in possesso di informazioni utili a farsi avanti per consentire alle autorità competenti di identificare questo criminale pericoloso per tutta la società (info:  lacap@abolizionecaccia.it  )


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