ASCOLI PICENO – Si è svolta nella sede di Confindustria Centro Adriatico, ad Ascoli Piceno, la presentazione della terza edizione del “Focus sull’Economia tra le Marche e l’Abruzzo”, alla presenza di Gianni Tardini, Presidente del Comitato “Piccola Industria” di Confindustria Marche, Mariano Cesari, Vicepresidente della Banca del Piceno, Francesco Merletti, Vicedirettore Generale Vicario Banca del Piceno, Maurizio Maurizi, Vicedirettore Generale Banca del Piceno e Gabriele Illuminati, Responsabile Area Amministrativa Banca del Piceno: hanno partecipato all’incontro anche il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ascoli Piceno Tommaso Pietropaoloed il Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale Consulenti Tributari, Arvedo Marinelli.
L’incontro è servito a dare un quadro della situazione evolutiva socio-economica del territorio piceno, fermano e teramano ed è stato anche l’occasione per un aggiornamento proprio sull’analisi dell’Osservatorio Economico della Banca del Piceno su dati della Banca d’Italia del 2018, in base ai quali è proseguito il processo di aggregazione all’interno del settore bancario.
Nelle Marche, dopo le operazioni di fusione che nel 2017 avevano interessato i due principali intermediari con sede in regione, nel 2018 si sono realizzate fusioni tra le banche di Credito Cooperativo che ha portato alla costituzione della Banca del Piceno. Questo ha fatto scendere da tre a due gli istituti di credito con sede in provincia di Ascoli Piceno. Inoltre, nei primi mesi del 2019  si è completata la riforma del settore delle banche di credito cooperativo, con la costituzione dei due gruppi cooperativi su scala nazionale in cui sono confluite le BCC marchigiane.
Un processo di riorganizzazione del sistema bancario nel suo complesso che ha portato nel Piceno ad una diminuzione considerevole del numero degli sportelli bancari passati dai 124 registrati dalla Banca d’Italia alla fine del 2017 ai 115 attuali. Rilevante la chiusura di sportelli di banche di società per azioni dove figurano anche le aziende di credito di grandi dimensioni. Estremamente contenuto la flessione del numero degli sportelli delle Banche di Credito Cooperativo le quali hanno avuto il merito di contribuire in maniera considerevole a mantenere il presidio nei vari comuni. Infatti, tra il 2018 e il 2017 il numero di comuni serviti da banche in provincia di Ascoli è rimasto uguale ovvero ventisette.
La Banca d’Italia nel suo rapporto evidenzia infatti che nelle Marche “il numero di sportelli bancari ha continuato a ridimensionarsi, ma con un’intensità minore del biennio precedente”. Per quanto riguarda i prestiti erogati in provincia di Ascoli alla fine del 2018 erano pari a 4.332 milioni di euro.  “La qualità del credito è ancora migliorata – secondo il Rapporto di Banca d’Italia – i flussi di nuovi crediti deteriorati si stanno ridimensionando e le loro consistenze iscritte nei bilanci delle banche diminuiscono anche per effetto di rilevanti operazioni di cessione”. Nel contempo spicca la consueta propensione al risparmio da parte dei Piceni che fanno registrare incrementi superiori a tutte le altre provincie delle Marche.
Infatti dopo aver fatto registrare l’incremento più consistente tra il 2017 e il 2016 pari al 5% i risparmiatori della provincia di Ascoli si sono ripetuti anche l’anno successivo facendo registrare un trend di crescita pari a +1% mentre in tutte le altre province delle Marche si è avuto un segno negativo che ha portato ad una media regionale pari a -2%. In valori assoluti si è passati, in provincia di Ascoli, da un ammontare dei depositi pari a 4.375 milioni di euro del 2016 ai 4.291 milioni di euro del 2017 per arrivare poi ai 4.335 milioni di euro del 2018.
Durante la conferenza, il Vicepresidente della Banca del Piceno Mariano Cesari ha dichiarato: “Dopo la fusione realizzata a partire dal 1 gennaio 2018, siamo la più grande banca di credito cooperativo tra Marche ed Abruzzo, abbiamo un dovere di reinvestire nel territorio come banca di credito cooperativo e vogliamo essere protagonisti a vantaggio di tutti gli operatori economici del territorio, delle imprese. Il nostro progetto è quello di dare al territorio un istituto forte ed essere forti è sinonimo di essere solidi. Il Focus è uno strumento che serve ad orientarci, ad esempio la parte finale del documento, ci suggerisce di sostenere le aziende che stanno avviando o incrementando la loro internazionalizzazione”.
La quarta edizione del Focus, ha anticipato il Vicepresidente Cesari, conterrà un’ulteriore analisi molto importante per il futuro del territorio, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, quello sul passaggio generazionale.
La terza edizione del “Focus sull’Economia tra le Marche e l’Abruzzo”, invece, ampliato alla provincia di Teramo, oltre che a quelle di Ascoli Piceno e Fermo e realizzato in collaborazione con l’Agenzia Giornalistica Logos Notizie, rielaborando dati basati su indagini di Banca d’Italia, Istat, Associazione Nazionale Consulenti Tributari (A.N.CO.T) Ires Cgil Marche, Ufficio Studi Tecnocasa, agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Ascoli Piceno, CRIF, UnionCamere-InfoCamere, Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere.
Gabriele Illuminati, Responsabile Area Amministrativa Banca del Piceno, ricorda che “Il Focus sull’Economia nacque, tre anni fa, come esigenza tecnica di avere informazioni di carattere microeconomico nel bilancio della banca, per rappresentare in maniera organica informazioni di carattere non solo macroeconomico, il che dà, da tre anni a questa parte, una connotazione di ufficialità a supporto dei professionisti, per la redazione di piani strategici e bilanci aziendali. Non ci sono solo numeri, ci sono elementi anche di carattere demografico, ad esempio sui flussi migratori, sul tasso di anzianità, indicatori statistici che consentono di dare un valore scientifico allo studio. In questo contesto, noi costruiamo la banca a supporto delle aziende locali. Dal Focus emergono, in una situazione genericamente in chiaroscuro, due settori di eccellenza nei nostri territori: la meccanica e meccanica di precisione, anche a livello artigianale e l’agroalimentare, di cui anche grazie a questo studio abbiamo mappato le esigenze”.
La genesi del Focus sull’Economia è stata illustrata dal Vicedirettore Generale Vicario Francesco Merletti: “Abbiamo voluto approfondire il messaggio che ci viene dall’art. 2 del nostro Statuto Sociale che recita “La Banca del Piceno ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi….nonché la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera”. Per realizzare tale obiettivo, dobbiamo conoscere il territorio: questo è il vero motivo della nascita del “Focus sull’economia del Territorio”, che raccoglie tutti i dati economici della regione Marche e della regione Abruzzo con un Focus particolare sull’Economia delle province di Teramo, di Ascoli Piceno e di Fermo.Nella versione 2019 è stato inserito lo studio realizzato in partnership con l’Università Politecnica delle Marche sulla internazionalizzazione delle nostre imprese. Studio che si è posto l’obiettivo diversificare il profilo delle aziende che lavorano con l’estero ed individuare le problematiche ed esigenze di tali imprese per migliorare la nostra consulenza al fine di promuovere l’internazionalizzazione delle nostre piccole e medie imprese”.
I legami ideali e reali tra la Banca del Piceno e Confindustria Centro Adriatico sono stati ricordati dal Vicedirettore generale della Banca del Piceno Maurizio Maurizi: “a ben vedere, c’è un percorso parallelo tra la Banca del Piceno e Confindustria Centro Adriatico, entrambe sono nate da una fusione ed hanno già cominciato a collaborare, dallo scorso maggio, con un accordo che permette di ridurre di molto i tempi di accesso ai finanziamenti”.
Gianni Tardini, Presidente del Comitato “Piccola Industria” di Confindustria Marche, ha citato “i rapporti già in essere con le due banche da cui è nata la Banca del Piceno, che permisero alle nostre piccole e medie imprese di ottenere quella liquidità di cui avevano bisogno”.

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