ASCOLI PICENO – Concluso il calciomercato estivo che ha arricchito l’Ascoli Calcio di tanti nuovi giocatori, il direttore sportivo del club bianconero Antonio Tesoro presenta due degli ultimi acquisti, i difensori Andrew Gravillon, lo scorso anno a Pescara ma di proprietà dell’Inter, ed il brasiliano Miguel De Alcantara; prima però il direttore fa il bilancio dell’ultima campagna acquisti:

“Ringrazio per gli attestati di stima avuti per il calciomercato ne sono contento ed orgoglioso, il mio lavoro è stato possibile perché lavoro con una  grande società, con un patron che mi permette di lavorare in autonomia senza pressioni. Ringrazio di cuore il presidente Tosti, un punto di riferimento per me anche a livello umano, mi sta rendendo ancora più bella questa esperienza ad Ascoli. L’obiettivo quando sono arrivato qua era cambiare la dimensione sotto vari punti di vista, a cominciare da quello tecnico, quest’anno abbiamo dato il via ad un secondo step. L’Ascoli credo che adesso abbia un valore più alto, mi ha fatto piacere vedere un nuovo appeal del club anche in sede di calciomercato”.

“Inizia un campionato molto difficoltoso – prosegue Tesoro – stiamo subendo troppe pressioni secondo me, più di quelle che siamo in grado di sopportare. Società che hanno investito tanto minimizzano sui loro obiettivi, noi non puntiamo a vincere il campionato, crediamo di avere una buona squadra in un torneo che è diventato più difficile, le squadre medie si sono tutte rinforzate. Ci sono società che hanno usufruito del paracadute, come Empoli e Chievo, e squadre che hanno speso tanto, penso a Benevento e Cremonese, credo che loro si giocheranno la vittoria del campionato. Noi pensiamo di fare un campionato divertente, mi piacerebbe che l’Ascoli fosse una squadra garibaldina e coraggiosa, in grado di andarsela a giocare con chiunque. Abbiamo 23 giocatori sullo stesso livello, è difficile dire quali sono i titolari e quali no”.

“Quest’anno non dovremo subire il calo dello scorso anno, sicuramente sarà una gestione più problematica, servirà grande empatia da parte di tutti. Murawski? Parliamo di un giocatore forte ma visto il suo comportamento non ho rimpianti, non aveva evidentemente l’entusiasmo di venire qui, ha pensato solo all’aspetto economico e qua non può contare solo questo, qui l’Ascoli calcio è nel sangue dei cittadini. Il terzino sinistro? Se chiedete a Padoin qual è il suo ruolo vi dirà che è un  terzino sinistro o una mezzala sinistra, non credo quindi di avere lacune in quel ruolo. Ci sono tanti giocatori che ci potrebbero sorprendere quest’anno, penso a Chajia e Piccinocchi, il primo ha mezzi davvero importanti, deve solo trovare il giusto equilibrio, il secondo ci permette soluzioni diverse e tecnicamente è forte quanto Ninkovic”.

Ninkovic? Ha avuto offerte ufficiali solo dall’estero – conclude il direttore – Ciciretti? E’ stata un’idea di fine mercato, lui si era trovato bene ad Ascoli e voleva tornare, noi avremmo dovuto fare delle uscite in avanti che non si sono verificate e non si è potuto concretizzare l’affare. De Alcantara è stato un’investimento patrimoniale, merito di una proprietà ricettiva soprattutto sui giovani, su di lui abbiamo investito 400mila euro, è uno dei giovani più interessanti del suo paese, lo conosco da almeno 3 anni. Aveva molto mercato in Italia, lo volevano Fiorentina, Bologna e Spal, il suo procuratore ha pensato che venire ad Ascoli fosse lo step adatto facendo parte della prima squadra, ci auguriamo possa esordire dopo un necessario periodo di adattamento. Gravillon è per me un grandissimo colpo di mercato, avrà una carriera importante, ci auguriamo ci faccia fare il salto di qualità in quel reparto”.

“Per me non è un passo indietro tornare in Serie B – le parole di Gravillon – abbiamo una squadra forte e penso possiamo fare grandi cose. Dopo la stagione dell’anno scorso è arrivata la Serie A, ma non credo fossi pronto e non avrei trovato grandi possibilità di giocare, non mi pento di essere qua. La concorrenza? C’è in tutte le squadre, è normale che bisognerà impegnarsi per conquistarsi il posto. Non vedo l’ora di vedere la tifoseria sabato, mi ricordo del suo calore l’anno scorso. Il mister ci aiuta ogni giorno, i miei punti di forza sono la velocità e la tecnica, devo invece migliorare da un punto di vista difensivo”.

“Ho giocato sempre nella primavera del San Paolo – le prime parole in bianconero De Alcantara –  sono un difensore centrale mancino. So che tanti giocatori brasiliani hanno fatto qui ad Ascoli, spero di continuare anche io questa tradizione. La maggior difficoltà trovata finora sono i ritmi di allenamento, in Brasile sono più morbidi”.


Copyright © 2019 Riviera Oggi, riproduzione riservata.