ASCOLI PICENO – L’Ascoli fa 2 su 2 in casa. Al Del Duca, i bianconeri battono il Livorno 2-0, reagendo positivamente alla sconfitta contro il Frosinone. Stappa la gara uno splendido gol di Gerbo dal limite, al 42′; la chiude, al 96′, in pieno recupero, Ninkovic.

PAGELLE

LANNI 7 – Impegnato in un paio di circostanze nel primo tempo, senza mai dover ricorrere ad interventi straordinari, vive una seconda frazione abbastanza tranquilla, senza mai essere realmente chiamato in causa. Almeno fino al finale di gara: difatti, in pieno recupero, deve rimediare ad uno svarione difensivo di Gravillon, respingendo una conclusione da distanza ravvicinata di Di Gennaro. Una parata che vale quanto un gol.

PUCINO 6,5 – In avvio di gara, ha sui piedi l’opportunità per regalare un vantaggio-lampo all’Ascoli; tuttavia, a pochi passi dalla porta – una zona poco abituale per lui – si fa parare la conclusione da Zima. Parte da terzino destro, per poi essere spostato a sinistra, verso la metà del secondo tempo; in ogni caso la musica non cambia: tanta sostanza e voglia di accompagnare l’azione. Gli ingredienti giusti per una prestazione molto solida.

BROSCO 6 – Attacco del Livorno decisamente scarico, che provoca raramente sussulti alla difesa bianconera; di conseguenza, la prestazione del centrale bianconero è piuttosto tranquilla e non esce mai dai binari dell’ordinaria amministrazione. In avvio di gara, si è vista qualche difficoltà in fase di impostazione; una parentesi di affanno superata abbastanza velocemente.

GRAVILLON 6 – La fisicità e la personalità non gli mancano di certo; a volte, tuttavia, in virtù anche della giovane età, la consapevolezza dei suoi mezzi lo porta a strafare o a calare di tensione in alcune situazioni delicate. Lo strafalcione finale poteva costare caro, ma, fortunatamente, Lanni ha salvato la sua gara e quella dell’Ascoli.

PADOIN 6,5 – L’esordio in maglia bianconera è da terzino sinistro; non il suo ruolo naturale, ma, come testimonia ampiamente la sua carriera, la duttilità e la capacità di applicazione non sono mai state un problema. Ne viene fuori una gara di grande corsa e intensità, dove non si risparmia nemmeno per un secondo. Per questo motivo, a causa anche di una condizione fisica da affinare, esce sfinito dopo 62′. ANDREONI (dal 62′) 6 – Ingresso in campo con la testa giusta, concentrato su ogni possesso. Un impatto decisamente migliore rispetto a quello di Frosinone.

GERBO 6,5 – Partenza timida, con l’intraprendenza di Marsura che lo mette in difficoltà; con il passare dei minuti, tuttavia, sale d’intensità, fino allo splendido gol di controbalzo con il suo piede debole, il mancino, che regala il vantaggio al Picchio, mettendo in discesa la sua gara e quella di tutta la squadra. Già ammonito, esce anzitempo per evitare brutte sorprese. CAVION (dal 55′) 6 – Entra in campo, dedicandosi da subito anima e corpo alla causa. Non sempre precisissimo, si rende, comunque, utile.

PETRUCCI 6 – Nella fase iniziale della gara non riesce a farsi trovare dai compagni e, di conseguenza, non può tessere la manovra come vorrebbe. Cresce con il passare dei minuti, e con lui tutto l’Ascoli, specie dopo il vantaggio, quando il Livorno tende a scoprirsi di più. Come già notato in altre gare, a volte, tende ad innamorarsi troppo del pallone, rischiando di perdere la sfera in zone tutt’altro che pacifiche.

PICCINOCCHI 6 – La prima presenza in campionato è una prestazione diligente, senza particolari guizzi, ma sempre al servizio della squadra. Si abbassa a prendere il pallone, quando Petrucci è marcato, ma, allo stesso tempo, prova a farsi trovare negli spazi tra le linee, provando a suggerire linee di passaggio ai compagni. BRLEK (dall’80’) 6 – 10′ nei quali si mette a disposizione dei compagni per portare a casa una preziosa vittoria.

NINKOVIC 7 –  Gioca una partita poco appariscente, nel corso della quale calamita su di sé meno palloni del solito, amministrandoli, inoltre, con parsimonia e intelligenza. Ne viene fuori una prestazione atipica, ma di grande fattura, probabilmente molto più utile alla squadra, di tante altre occasione, nelle quali pensa di poterla risolvere da solo. Corona la sua ottima gara con il gol che sigilla la vittoria bianconera.

CHAJIA 7 (IL MIGLIORE) – Era la grande occasione per mettere in mostra tutte le sue qualità e per far capire quale apporto può dare a questa squadra: obiettivo centrato. Al netto di alcune occasioni, nelle quali si innamora un po’ troppo del pallone, la sua tecnica sopraffina e la sua leggerezza atletica sono le protagoniste assolute della gara, accendendo continuamente le azioni offensive del Picchio.

ARDEMAGNI 5,5 – Indubbiamente, non è stata la migliore giornata della sua carriera sotto porta. Si divora molte occasioni, su tutte il clamoroso colpo di testa, con la palla messa a lato da pochi centimetri. Giustificazione parziale per la scarsa lucidità – nonché attenuante sulla sua sua valutazione – è il solito grande lavoro di sacrificio, al quale si sottopone senza cedere nemmeno per un secondo, mettendoci tutte le energie che ha in corpo.

 

ZANETTI 7 – Avvio con qualche difficoltà in fase di uscita bassa. Si tratta, comunque, di sbandate lievi che non creano grandi dolori all’Ascoli. Superato questo leggero affanno, la sua squadra carbura con il passare dei minuti, trovando il vantaggio con Gerbo, sul tramonto del primo tempo. Si tratta della benzina perfetta, per mettere in moto a pieno regime il motore bianconero nella ripresa: il Livorno si scopre maggiormente e dà il via ad una serie di contropiedi micidiali da parte del Picchio. Unica pecca della gara è il non avere messo in cassaforte prima i 3 punti; ma oggi si tratta di un peccato veniale.


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