ACQUASANTA TERME – È stato riaperto il 21 settembre il sacrario partigiano internazionale di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno) chiuso a causa dei danni riportati in occasione delle scosse di terremoto del 2016 e della nevicata del gennaio 2017, anch’essa accompagnata da forti scosse telluriche. Il cimitero ospita le salme di 37 partigiani di cinque nazionalità trucidati dai nazifascisti nel 1944 nell’eccidio di Pozza. Vi riposano 13 italiani, 19 jugoslavi, due inglesi, due greco ciprioti, un canadese.

“Il fascismo è tornato, ha solo cambiato nome” ha ammonito il presidente provinciale dell’Anpi di Ascoli Pietro Perini. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Susanna Angeleri di Jugocoord, la vice presidente della regione Marche Anna Casini, il sindaco di Acquasanta Sante Stangoni, il presidente della Provincia Sergio Fabiani. C’erano anche alcuni studenti delle scuole del territorio. I lavori di ristrutturazione sono costati 72 mila euro perlopiù impiegati per la ricostruzione del muro di cinta.


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