MACERATA -“Luca Traini ha scritto un libro in carcere, sta cercando una casa editrice per pubblicarlo e poi, con il ricavato, soddisfare le parti civili e vorrebbe studiare Scienze Politiche all’Università di Macerata”.

Queste le parole, riportate dall’Ansa, del legale Giancarlo Giulianelli, difensore del 30enne che il 3 febbraio 2018 prese a colpi di pistola migranti di colore per le strade di Macerata, ferendone sei. Condannato in primo grado a 12 anni di carcere per strage aggravata da odio razziale, oggi 26 settembre, doveva affrontare il processo davanti alla Corte di Assise di Appello, ma tutto è stato rinviato al 2 ottobre per un impedimento del presidente.

Con l’aiuto dei familiari, Traini sta cercando anche di vendere l’Alfa 147 nera, usata per il raid. “Luca ha molta fiducia nel lavoro dell’avvocato – ha aggiunto il legale, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle aspettative processuali del suo assistito – Devo dire che in questo momento è molto tranquillo, vive abbastanza bene, per quanto possibile, l’esperienza carceraria, a Montacuto”.


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