ANCONA – “È urgente assicurare ai bambini e adolescenti un apprendimento efficace e di qualità anche con forme di supporto educativo al ruolo di genitori, attraverso la formazione del personale educativo e docente sia nei servizi educativi all’infanzia (0-3) che nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Ne è perfettamente consapevole l’Assessorato all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro che vede le sue priorità nella riorganizzazione e implementazione del sistema integrato dello 0-6, oltre che del settore della formazione e dell’orientamento. La Regione Marche infatti già nel 2017 ha messo a norma il sistema integrato 0-6 ed è tra quelle più avanti nella realizzazione di questa sperimentazione.

Nell’ultimo mese si sono susseguiti tre appuntamenti molto partecipati, oltre mille persone, per fare il punto della situazione, individuando criticità e buone pratiche. Si è partiti con il “Coordinamento pedagogico territoriale 0-6 nelle Marche: dalla teoria alla pratica” alla Facoltà di Economia di Ancona e poi sono seguiti due convegni, uno nel sud delle Marche, a San Benedetto, dal titolo “Diritto all’errore: cervello ed emozioni tra insegnamento e apprendimento” e uno a nord, a Pesaro dal titolo “Imparare dai bambini”.

L’obiettivo è chiamare a raccolta docenti, dirigenti genitori, istituzioni per capire le priorità da affrontare. Il decreto legislativo 65/2017 sullo 0-6 intende riformare l’offerta formativa dello 0-6 con uno scopo importante passando da una funzione assistenzialista ad una educativa e didattica. Lo scopo della legge è dare continuità, rigore ed inclusione. E’ prevista la partecipazione di tutte le scuole: nidi comunali e privati, materne statali e paritarie al fine di toccare l’intero territorio marchigiano.

“Come assessore e anche come insegnante – spiega l’assessore Loretta Bravi – ho condiviso questo progetto che cerca di costruire una governance in un processo che integra il sistema dell’offerta formativa. La Regione si è posta proprio come soggetto di questa governance condivisa che ha prodotto un protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per la costituzione dei poli per l’infanzia per la modalità di funzionamento dei medesimi e per la formazione del personale. Sono stati inoltre istituiti dei tavoli di concertazione tra gli attori del sistema e si è proseguito con la costituzione e la definizione degli indirizzi per il funzionamento dei coordinamenti pedagogici territoriali. In questo contesto è fondamentale un’attenzione particolare al ‘fabbisogno’ di tutti i territori partendo dalle zone montane. Stiamo lavorando anche al rinnovo di un protocollo per le sezioni Primavera che sono a pieno titolo dentro questo progetto. C’è un obiettivo territoriale, ma la Regione ha anche un obiettivo prioritario, quello di un welfare sociale giusto, perché la famiglia ha necessità di un supporto per poter svolgere al meglio la propria funzione educativa e proprio per questo motivo ha stanziato 4.735.785 euro di risorse per gli interventi a sostegno delle famiglie (voucher asili nido, centri Famiglia, Centri estivi, famiglie monogenitoriali, trasporto scolastico, ecc) per l’anno 2019”.

Come è noto il Decreto legislativo 65/2017 ha introdotto la progressiva istituzione del Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai 6 anni che coinvolge i servizi educativi per l’infanzia (nidi, micronidi, sezioni primavera, servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie e servizi educativi in contesto familiare) e le scuole dell’infanzia, statali e paritarie. L’iniziativa è coofinanziata dalla Regione e dal Miur: Anno 2017 solo Fondi Miur 5.318.025 euro Anno 2018 6.418.000 euro così suddivisi:

• Fondi Miur anno 2018  5.318.000 euro – quota assegnata alla Regione Marche,

• Fondi Regione Marche 1.100.000,00 euro – stanziati in bilancio Anno 2019

• Fondi Miur al momento non conosciuti

• Fondi Regione Marche 1.100.000,00 euro – stanziati in bilancio I fondi sono stati utilizzati per le seguenti finalità: – interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, riqualificazione funzionale ed estetica, messa in sicurezza meccanica e in caso di incendio, risparmio energetico e fruibilità di stabili di proprietà delle amministrazioni pubbliche; – il finanziamento di spese di gestione, in quota parte, dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia, in considerazione dei loro costi e della loro qualificazione; – interventi di formazione continua in servizio del personale educativo e docente.


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