ASCOLI PICENO – Che ci sia qualcosa da rivedere in questo Ascoli che perde per due reti a zero nel finale contro il Pescara è sicuro ma la sconfitta non rappresenta bene la gara che i bianconeri hanno giocato. E’ sembrato di rivedere la gara contro la Cremonese, un copione già scritto, abruzzesi chiusi bene in difesa, duri nei contrasti e mai sbilanciati, Ascoli che invece tiene in mano il pallino del gioco, cerca in tutti i modi di entrare nell’area avversaria dove trova sempre 9 uomini pronti a respingere ogni velleità con i soli Galano o Brunori pronti alle ripartenze offensive.

Torna Scamacca ma può fare ben poco se non colpire un palo con una bella rovesciata da distanza ravvicinata, tenere palla e cercare di servire Da Cruz o Ninkovic, proprio il serbo che avrebbe dovuto fungere da trequartista si defila troppo sulla sinistra e lascia scoperta la zona centrale e quello che doveva essere un 4-3-1-2 si trasforma in un blando 4-3-3 che non rispecchia l’idea iniziale di mister Zanetti. Da Cruz fumoso viene fishiato dal pubblico, Troiano fa quel che può a centrocampo mentre Piccinocchi avanza a sostenere Scamacca coprendo il vuoto lasciato da Ninkovic.  Padoin quasi non si vede ma è sempre preciso e puntuale mentre Gerbo l’unico a tirare in porta, insieme a Scamacca, viene sostituito nel secondo tempo dopo una serie di passaggi non troppo precisi.

Il match in numeri. Tanto possesso palla, 55% contro il 45% del Pescara, le statistiche ci raccontano di un dominio bianconero sul piano del gioco, 487 passaggi di cui 389 completati a dispetto del Pescara (321 completati su 415), ma di poca incisività sono 13 i tiri del Pescara (di cui 6 dentro l’area) contro i 10 dei bianconeri (di cui 5 dentro l’area),  Galano e Machin quelli che hanno tirato di più. Sono 20 i falli fatti dall’Ascoli e 16 dal Pescara. Pucino (59) e Valentini (53) sono i giocatori che hanno completato più passaggi mentre Valentini e Scamacca i bianconeri che hanno vinto più contrasti (6 a testa).

La pausa servirà alla squadra a rimettere in ordine le idee, a recuperare Ardemagni e Brosco fondamentali in campo e valutare cambi di modulo che in queste situazioni possono essere la soluzione per sbaragliare le difese avversarie che hanno imparato a conoscere e temere l’Ascoli.

 


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