ANCONA- Dopo lievi sintomi di ripresa nel 2018, nella prima parte del 2019 sono emersi segnali di indebolimento congiunturale dell’economia marchigiana che nel suo complesso è risultata “pressoché stazionaria”. E’ il quadro delineato dalla Banca d’Italia nel suo aggiornamento congiunturale sulle economie regionali.

“Un quadro che interessa tutta l’Italia – ha spiegato il direttore della sede di Ancona Gabriele Magrini Alunno – tanto è vero che quest’anno i nostri dati sono allineati con il resto del Paese. Fa eccezione il Lazio, dove tira il turismo”. Un quadro comunque con differenze tra aziende grandi, il cui fatturato cresce, e piccole in difficoltà e tra i vari settori: bene meccanica, male cuoio e calzature, in ripresa l’edilizia grazie alla ricostruzione post sisma . La produzione industriale ha segnato un lieve calo, circa l’1% nel primo semestre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. In calo la domanda interna, ma anche l’export, in particolare quello verso la Germania.

Il terremoto del 2016 che ha colpito il Centro Italia ha causato una contrazione della produzione e delle vendite di oltre il 5% in media d’anno. E’ quanto emerge da una ricerca del Centro Studi della sede di Ancona della Banca d’Italia, che ha analizzato i dati di bilancio di 5.000 aziende nell’area del cratere sismico di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, mettendoli a confronto con le performance di altrettante aziende fuori cratere, con caratteristiche simili. Gli effetti si sono attenuati nel 2017.

Penalizzate soprattutto le imprese di piccole dimensioni, operanti nell’agricoltura, nel terziario, nel turismo “che hanno risentito del calo della domanda delle aree colpite, dove la popolazione è diminuita, trasferendosi altrove” ha spiegato il direttore del Centro Studi Giacinto Micucci. Gli effetti negativi a breve termine hanno interessato tutta l’area del cratere, ma si sono concentrati in particolare nei Comuni più vicini agli epicentri delle scosse del 24 agosto e di fine ottobre 2016.

L’indebolimento congiunturale che ha portato ad una situazione di stazionarietà dell’economia marchigiana ha provato anche l’interruzione della fase di recupero dell’occupazioe. E’ uno dati emersi dall’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia relativo ai primi sei mesi del 2019. Il numero degli occupati – hanno fatto presente Gabriele Magrini Alunno e Giacinto Micucci – ha segnato un lieve calo, -0,8%, mentre il tasso di disoccupazione è salito dall’8,1% al 9,2%, restando comunque più basso che in Italia (10,4%). In aumento forme più stabili di occupazione. Sul fronte del credito in calo (-0,8% a giugno) i prestiti, la diminuzione del 2,1% per le imprese, soprattutto piccole, non è stata compensata dall’aumento dell’1,6% per le famiglie. La qualità del credito continua però a migliorare, con il calo dei crediti deteriorati.


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