Sopra il video integrale della conferenza dove sono intervenuti i sindaci del Piceno, la vice presidente regionale Anna Casini e il presidente della Provincia, Sergio Fabiani

ASCOLI PICENO – Ricostruzione post sisma, un tema ancora attuale nel nostro territorio, e non risolto.

Solo qualche giorno fa il Decreto Sisma è stato approvato dal Senato, in precedenza dalla Camera, e diverrà legge.

Il provvedimento prevede norme per l’accelerazione e il completamento della ricostruzione nei paesi colpiti dal sisma 2016 ma non sono mancate polemiche e discussioni a riguardo con delusione espressa sia dal Governatore Luca Ceriscioli sia da alcuni sindaci delle Marche: “Non sono state accolte molte nostre richieste. Avevamo inviato qualche giorno prima un documento al Premier Giuseppe Conte, purtroppo risultato vano. E’ ora di agire tutti insieme e protestare”.

Oggi, 13 dicembre, nella sala giunta della Provincia di Ascoli, conferenza stampa di diversi primi cittadini del Piceno, presenti anche il Presidente Sergio Fabiani e la vice presidente regionale Anna Casini,  che esprimono il loro pensiero sul Decreto.

Apre la conferenza Augusti Curti, sindaco di Force: “Norma stringente, inefficace che non soddisfa non solo noi primi cittadini ma anche altri Enti e associazioni del territorio. Chiedevamo l’autocertificazione, è vero, ma senza una norma strutturata che non mette i tecnici in grado di farlo è semplicemente scaricare le responsabilità. Purtroppo manca l’impegno di chi ci rappresenta a Roma. Il precedente Governo ha fatto zero, quello attuale qualcosina sta facendo ma ancora non basta. Nessuno ha mai pensato che la ricostruzione andava fatta in tre anni ma di questo passo ne passeranno quaranta. Il Premier Conte disse a Castelsantangelo che prendeva in carico, in prima linea, la questione sulla ricostruzione. Purtroppo non è stato così. Da quell’incontro non sono state mantenute le promesse. Tutto questo ci porterà a protestare nelle piazze delle Capitale, come detto qualche tempo fa. Non è una questione di partiti, il terremoto non ha colori. Vogliamo semplicemente ciò che ci deve essere riconosciuto come successo in altre parti d’Italia, tutto qui. Ad oggi perché siamo così? Perché a Roma non c’è affatto la consapevolezza di cosa stiamo passando qui. Io la vedo così alla base anche delle proposte che, appunto, avevamo presentato prima dell’approvazione di questo decreto. Un problema è anche la figura del Commissario Straordinario, Piero Farabollini. Di straordinario ha il fatto che non riusciamo ad incontrarlo. Solo agli incontri di geologia che, per carità, sono importanti ma non bastano a noi per presentare problemi o proposte di soluzione. In questo momento abbiamo un Premier che è impegnato in vari fronti e non nomina un Sottosegretario che poteva dare una mano a lui e a noi. Così è difficile lavorare sulla ricostruzione. A metà gennaio vogliamo andare a Roma per una grande manifestazione. I nostri terremotati devono essere rispettati. E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo. Pretendiamo solo diritti che ci rispettano e normalità”.

Anna Casini, vice presidente della Regione Marche: “Sono vicino ai sindaci, capisco molto bene le problematiche e non è una questione di speculazione politica. Sono problemi che si presentano, ormai, da tre anni e non si trovano soluzioni. Non è la prima volta che gli emendamenti proposti dalle Regione, dopo aver consultato i Comuni e altre enti, vengono respinti. Norme complesse e non chiare, e lì che si rischia di nascondere del malaffare. C’è la paura di ammettere che ci troviamo in un contesto povero e non si tiene conto che certi abusi sono stati soltanto costosi e poco utili”.

Michele Franchi, vice sindaco di Arquata del Tronto: “Già la ricostruzione è molto difficile di suo, così si rende tutto ancora più complicato. Abbiamo bisogno di snellire. Avevamo chiesto qualcosa di tranquillo ma vedo che non c’è la volontà politica: sono passati quattro Governi di tutti i colori e sono arrivato alla conclusione che nessuno vuole vedere quello che ci sta davvero nel nostro territorio e di cosa abbiamo realmente bisogno. La norma approvata non ha migliorato ma ha peggiorato la situazione già grave. I politici devono venire qui per capire davvero cosa stiamo passando e non a far le passerelle. Bisogna ragionare con il cuore e non solo con la testa. E’ giusto scendere in piazza a queste condizioni, ripetiamo non è una questione di colori politici. Siamo stanchi di essere presi in giro”.

Matteo Terrani, primo cittadino di Folignano: “Di fronte ai problemi del sisma non ci sono colori politici, se ci sono da fare proteste collettive non abbiamo assolutamente problemi a farle. Lo snellimento per la ricostruzione post sisma deve interessare tutto il territorio. Non è stato toccato il tema principale, ovvero come accelerarla. Dobbiamo dare stabilità e fare fronte comune per ottenere le nostre richieste. Questa è stata una legge sciagurata, non speciale. Manca la rappresentanza del nostro territorio, non si fanno sentire chi già c’è. Non si rendono conto, a Roma, di come stiamo messi. Noi sindaci non abbiamo potere di fare nulla e non abbiamo interlocutori, questo è molto grave”.

Giovanni Borraccini, sindaco di Rotella: “Hanno fatto il Decreto per Genova e noi attendiamo ancora. Perché a distanza di tre anni stiamo ancora così? Non lo so perché avevamo dato tutti i suggerimenti e fatta una situazione a 360 gradi del nostro territorio. E dopo tre anni stiamo ancora parlando delle prime cose. Le nostre proposte sono state inevase ed è vero che manca rappresentanza nel Governo. La burocrazia è anche asfissiante e non aiuta. Toglieteci l’emergenza allora e ridateci la normalità, vi rendete conto di quello che ho detto? Ma è così perché stiamo in una situazione paradossale. La mia è una provocazione ma siamo costretti ad agire così. Il personale deve essere stabilizzato, noi stiamo soffrendo molto per questo. Il difeso va territorio ma noi sindaci, così, non possiamo intervenire. Il nostro appello è che si prenda davvero in considerazione la nostra area”.

Sante Stangoni, primo cittadino di Acquasanta Terme: “Ad oggi ci troviamo a fare una riunione in cui non va bene nulla o comunque la maggior parte delle cose. Penso che non c’è la volontà di ricostruire. In fondo è vero, non c’è un bacino di voti importante da noi…possibile che nessun senatore, deputato e altro politico si renda conto di come stiamo messi qui nel Piceno? Non credo che siano stupidi, è una loro volontà. Qui non siamo a Genova o Venezia, il clamore mediatico è minore. Allora siamo pronti a scendere in piazza a protestare. Io ad Acquasanta non voglio più nessun politico di spessore se non porta risposte concrete, siamo stanchi di concedere a certe persone la passerella. La rappresentanza è davvero un grande problema. Gli unici nostri interlocutori sono gli uffici della Regione. Qualcuno potrebbe funzionare meglio ma intanto ci ascoltano. Dopo questa conferenza è giusto applicare delle azioni dure per far sentire seriamente la nostra voce”.

Armando Falcioni, sindaco di Maltignano: “In questi casi disperati, disperati dovuti al nostro basso bacino d’utenza e clamore mediatico, siamo costretti a delle azioni importanti. Ci sono molte cose fatte con superficialità e quello che sta accadendo a Maltignano ne è la prova ovvero i nuovi criteri per il Cas che penalizzano undici famiglie che si sono trasferite a Sant’Egidio alla Vibrata. Ciò consolida il fatto che non c’è una vera percezione del nostro territorio e di come è composto. Disagi su disagi, non conoscono i territori”.

Fabio Polini, primo cittadino di Castignano: “Questo è davvero un grido di dolore. Noi sindaci ci sentiamo abbandonati dal Parlamento Italiano. Ad oggi non c’è la volontà di affrontare seriamente le problematiche presenti da ormai tre anni. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e lo stesso testo inviato al Premier Conte deve essere inviato anche a lui. Le nostre richieste non sono state recepite e non capiamo affatto il perché, magari il Presidente, leggendo la nostra missiva, potrà chiedere ai Governanti perché ciò non è successo. Il territorio viene continuamente spopolato. Mattarella è il nostro ultimo baluardo, spero ascolterà il nostro grido di dolore. Le persone stanno abbandonando il territorio perché non si sentono ascoltate dalle istituzioni ed è davvero triste”.

Sergio Fabiani, presidente della Provincia di Ascoli e sindaco di Montegallo: “Ormai è tardi, questo è il mio pensiero. Vito Crimi e Piero Farabollini quindici mesi fa si preoccuparono di una penna persa dopo una visita nel nostro territorio. Una penna persa e scrisse a tutti i primi cittadini. Oltre a questo ci disse che aveva bisogno del nostro sostegno ma non ci ha mai chiamato. E come facciamo così a dare il nostro sostegno? Tante parole, passerelle e pochi fatti. Questo sisma poteva essere un’opportunità per rinascere e ridare nuova linfa ad un territorio che già in passato soffriva di alcuni problemi. Opportunità, al momento, mai colta. Comunque sono demoralizzato, non è facile. Vai a trovare le poche persone che sono rimaste e le vedi spente: anziani e anche giovani. Sono distrutti, siamo tutti distrutti. Non ci hanno dato rappresentanze ed è già grave solo questo. Il Commissario prendeva solo appunti e chissà dove li portava, forse a Crimi oppure li cestinava, boh. Dobbiamo andare a Roma con i consigli comunali, non solo con i primi cittadini. E’ ora di far sentire la nostra voce. I problemi sono tanti: Cas, messa in sicurezza e non solo. Tutti irrisolti. Io penso che i soldi ci sono, manca ‘semplicemente’ la volontà. Roma non sa di tutto questo. Per questo ci voleva un rappresentante delle Marche Sud, almeno del Maceratese. Non ci hanno sentito ed è ora che lo facciano. Ed è compito nostro”.

Anche i sindaci di Palmiano, Appignano del Tronto, Roccafluvione, Montemonaco (Giuseppe Amici, Sara Moreschini, Francesco Leoni e Francesca Grilli) e l’assessora di Venarotta (Martina Galanti) confermano quello affermato in conferenza e aderiranno a qualsiasi forma di protesta a Roma nella metà di gennaio 2020: “Non c’è consapevolezza del problema, non siamo rappresentati. Abbiamo meno clamore mediatico rispetto Genova e Venezia e anche un piccolo bacino di voti…ora basta, stufi di essere presi in giro”

Di seguito il video integrale, trasmesso su Facebok dalla nostra pagina ufficiale, della conferenza stampa dei sindaci

Decreto Sisma, parlano i sindaci del Piceno: "Non accolte molte nostre richieste, scendiamo in piazza a Roma. Siamo stanchi di essere presi in giro"L'ARTICOLO https://www.picenooggi.it/2019/12/13/71929/video-decreto-sisma-i-sindaci-inascoltati-e-presi-in-giro-basta-scendiamo-in-piazza-a-roma/

Gepostet von Piceno Oggi am Freitag, 13. Dezember 2019


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