ANCONA – Giorni importanti, questi, sul fronte elezioni regionali. Mentre il centrodestra è in attesa di capire se sul nome di Francesco Acquaroli (rivendicato candidato presidente da Fratelli d’Italia) convergerà tutta la coalizione, Lega compresa, dall’altra parte sono ore di grandi manovre che sembrano aver escluso la prospettiva di un Ceriscioli Bis. Sauro Longhi, ex rettore della Politecnica delle Marche, infatti, è uscito allo scoperto dichiarando che si candiderà a governatore per l’area che si oppone al centrodestra e che andrebbe dal Pd ai 5 Stelle passando dalle liste civiche che sorgeranno.

Il condizionale però è d’obbligo visto che non c’è ancora la certezza che la coalizione Pd-5Stelle, attualmente al Governo nazionale, correrà unita con vista Palazzo Raffaello anche alle elezioni primaverili marchigiane. Qualcosa, prima dei passaggi che i pentastellati compiranno su Rousseau, si potrebbe muovere già da domani quando i tre consiglieri regionali grillini Gianni Maggi, Peppe Giorgini e Romina Pergolesi si vedranno con i vertici del Pd. Nessuna decisione imminente sarebbe in vista e pare che i tre siano stati invitati dal segretario Gostoli a un evento dei dem in cui verranno snocciolati i primi punti del programma elettorale. Nessuna trattativa insomma.

In ogni caso, però, Maggi, Giorgini e Pergolesi danno il loro endorsement a Longhi. E lo fanno con una nota stampa in cui si dicono completamente d’accordo con le idee dell’ex rettore in materia di Sanità, ricostruzione, ambiente e istruzione fra le altre. “Non possiamo consegnare passivamente la regione alla destra vorrebbe dire avallare il peggioramento delle condizioni attuali” scrivono i consiglieri, che aggiungono: “siamo d’accordo quando parla di discontinuità politica”. Insomma anche i 5 Stelle mollano Ceriscioli e danno il loro benestare sul nome di Longhi. Anche se una precisazione importante la fanno: “Ad oggi non sappiamo se questa comunione di idee con il professor Longhi potrà sfociare in una collaborazione politica, questo lo definiranno presto le linee determinate da una votazione su Rousseau, nonché scaturite dal confronto con gli attivisti e dalle decisioni del nostro capo politico”. Insomma, aspettando Di Maio, il web e pure una presa di posizione del Pd, i pentastellati scommettono sul cavallo Longhi.


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