ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo una nota da parte del consigliere comunale del Partito Democratico Angelo Procaccini.

Ormai è chiaro che anche una parrocchia è meglio organizzata delle commissioni consiliari della Giunta Fioravanti.

Lasciando da parte la figura da dilettanti fatta in occasione della candidatura dell’amministrazione di Ascoli a città della Cultura, questa mattina abbiamo assistito ad una seduta della Commissione Turismo più simile a uno sfogatoio da Centro d’ascolto che non a una riunione istituzionale.

In un primo momento ci sembrava mancasse semplicemente una sintesi intorno ad un’idea forte di proposta turistica ma nel corso della riunione è divenuto evidente che questa idea non esiste affatto, neanche piccola e semplice. Si improvvisa con azioni “spot” senza sforzarsi di immaginare una qualsiasi direzione. L’unica programmazione attualmente in essere è quella ereditata da Castelli (avviata grazie a fondo regionali e statali
“Iti”) alla quale l’attuale giunta non sembra in grado di aggiungere minimamente qualcosa.

Anzi, ancora peggio, ci viene detto che ci penserà Confindustria ad offrire un piano strategico: tutto ciò conferma, anche per quanto riguarda il turismo, il modus operandi tipico dell’amministrazione locale degli ultimi 20 anni, che rinuncia in partenza a creare collaborazione tra pubblico e privato (per incapacità o per interesse?) e dà totalmente carta bianca a pochi privati e al loro interesse, affidandogli la programmazione di Ascoli (si veda, ad esempio, tutta la vicenda relativa al centro commerciale al Battente).

Dopo quasi un anno dall’insediamento di questa amministrazione, partecipare a una commissione parlando di tutto e di niente, senza una traccia guida dell’assessore di riferimento da seguire ed eventualmente integrare, è stato avvilente ed irrispettoso per chi ha voglia di dedicare il proprio tempo al servizio della città e cerca di svolgere nell’interesse di Ascoli il proprio ruolo di opposizione.

Oltretutto, all’interno della stessa maggioranza emergono discrepanze di intenti tali da far sorgere il dubbio che manchi la volontà politica di andare tutti nella stessa direzione. E, come se non bastasse, resiste ancora nel centrodestra ascolano una concezione di Ascoli come città completamente slegata dal territorio, che finge di essere autosufficiente e che rinuncia a svolgere con innovazione e determinazione la funzione di comune capoluogo della provincia picena. È emblematico di questa situazione imbarazzante che il più grande sostenitore della necessità di un’azione amministrativa risulti essere il consigliere Alessio Pagliacci, il quale in campagna elettorale tanto si è battuto per evitare l’elezione di Fioravanti.

Io credo che Ascoli debba colmare al più presto l’enorme mancanza di una ricettività turistica organizzata.
Continuo a pensare che l’area Carbon possa essere immaginata come un grande polmone verde baricentrico al territorio provinciale: un parco tematico (magari sull’oliva tenera) con una cittadella della salute e del benessere, area concerti, percorsi fluviali, strutture per attività fisica.

Una visione del genere, che coniughi la ricettività turistica al settore agroalimentare, passando per la salute e il benessere psicofisico della persona, potrebbe essere molto più efficace e innovativa della funzione residenziale prevista ad oggi (senza che ce ne sia bisogno) in quell’area. Questa proposta potrebbe rafforzarsi prevedendo l’insediamento nell’area degli istituti Agrario ed Alberghiero, che valorizzerebbero e sarebbero a loro volta valorizzati da un’organizzazione urbanistica e tematica di quel genere.

Ovviamente inutile parlare finché non avverrà la bonifica di quell’area. Mi chiedo ancora perché è stato fatto andar via il privato senza bonificare l’area. Ma questa è un’altra storia, comunque significativa della debolezza dell’azione amministrativa del centrodestra di Ascoli.


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