ASCOLI PICENO – Il 2020 inizia male per i contadini della provincia di Ascoli dove è stato segnalato, nei giorni scorsi, un fatto molto spiacevole che porterà conseguenze economiche.

L’ennesima incursione dei selvatici è costata la morte a 22 agnelli e 2 pecore mentre altri 13 capi risultano dispersi. È successo nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 gennaio in un allevamento di via Salaria Inferiore, ad Ascoli Piceno. Il servizio veterinario, arrivato sul posto, ha decretato un attacco di lupi.

Si tratta dell’ennesimo episodio che porta alla ribalta l’annoso problema delle perdite degli allevatori. La recente delibera di giunta e i relativi atti applicativi non sono pienamente condivisibili e Coldiretti ha già proposto diversi emendamenti perché “se da una parte si può essere soddisfatti per quanto riguarda i fondi dedicati alla prevenzione (destinati a investimenti su recinti, cani da guardia, eccetera) molta strada c’è ancora da fare per quel che concerne la voce rimborsi”.

Dall’Ente aggiungono: “Vanno migliorate le tempistiche e compresi anche i danni indiretti visto che, tuttora, i capi dispersi o morti nella calca non sono compresi tra quelli rimborsabili. L’entità del rimborso, per altro, non si occupa nemmeno della perdita di reddito e spesso non arriva a coprire nemmeno le spese di smaltimento delle carcasse”.

“Chiediamo maggior impegno alle Istituzioni per permettere la coesistenza tra allevatori e lupi – commentano Armando Marconi e Alessandro Visotti, presidente e direttore di Coldiretti Ascoli Fermo – quello degli attacchi al bestiame è l’allarme continuo di un settore che è presidio di territori che altrimenti sarebbero abbandonati”.


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