ASCOLI PICENO – Dopo le dichiarazioni a caldo rilasciate su Instagram, il numero 1 del Picchio torna sul match non disputato questo pomeriggio, 22 febbraio, tra Picchio e grigiorossi al Del Duca.

Qui il nostro articolo precedente

Ascoli-Cremonese rinviata, Pulcinelli: “Paese assurdo. Allora chiudiamo esercizi pubblici per la paura”

A seguito del rinvio della partita di serie B fra Ascoli-Cremonese disposto dalla Prefettura di Ascoli Piceno, il Patron dell’Ascoli Calcio Massimo Pulcinelli torna a commentare la decisione: “Avrei gestito la situazione con un approccio di maggiore tempestività, invece oggi pomeriggio le squadre di Ascoli e Cremonese sono arrivate regolarmente allo stadio Del Duca così come tutti quei tifosi partiti da lontano, mi riferisco sia ai sostenitori della Cremonese sia a quelli bianconeri non residenti in città. Se c’era la necessità di rinviare la gara per questioni di salute pubblica, mi sarei aspettato una decisione già da ieri”.

Il Patron aggiunge: “Inoltre, i tesserati, i dipendenti di Ascoli e Cremonese e tutti gli addetti ai lavori oggi sono stati a stretto contatto negli spogliatoi e nelle zone limitrofe. Questo non è rischioso? Se ci fosse stato un grave e reale problema, andava affrontato a monte senza far arrivare squadra e tifosi avversari fino ad Ascoli. Sia chiaro, non sono un incosciente, se c’è un problema serio e grave diffuso dal Ministero della Salute, allora la decisione, lo ripeto, andava presa ieri”.

Il numero uno del Club conclude: “I tesserati della Cremonese erano in città già da ieri, allora cosa facciamo? Chiudiamo tutti i luoghi che sono stati frequentati dalla Cremonese? Chiudiamo gli esercizi pubblici? Sinceramente non condivido i tempi della comunicazione. Inoltre, mi chiedo: perché oggi è stata regolarmente disputata a Padova la partita Cittadella-Juve Stabia? I rischi non erano gli stessi?”.


Copyright © 2020 Riviera Oggi, riproduzione riservata.