MONTEFORTINO – Giornata intensa quella di ieri, 25 febbraio, per i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico della regione Marche. Da poco concluso l’intervento a Serrungarina (PU), alle 13 e 50, la Centrale Operativa del 118 ha ricevuto la richiesta di soccorso per una ragazza, M.F. di 32 anni, che lamentava un trauma severo alla caviglia. In base alle coordinate ricevute, la ragazza si trovava a circa 1300 metri al di sopra della Cascata del Rio dell’Infernaccio nel Comune di Montefortino in provincia di Fermo.

Allertata la Stazione di Montefortino, sono subito partite via terra due squadre di operatori per un eventuale supporto all’ elicottero del 118 appena rientrato a Fabriano dall’intervento sopracitato. Localizzata la ragazza, gli operatori hanno proceduto alla sua messa in sicurezza nel contesto di uno scenario severo quanto impervio. La ragazza che era con il suo fidanzato, aveva purtroppo perso l’equilibrio precipitando sul ripido pendio per un centinaio di metri, andandosi a fermare fortunosamente sul limitare del bosco soprastante la cascata. Immobilizzata la caviglia, con doppia frattura scomposta, la squadra ha atteso l’arrivo dell’elicottero che purtroppo, per il forte vento, non ha avuto la possibilità di effettuare un recupero in sicurezza ed è rientrato alla base.

In queste condizioni, è risultato cruciale l’addestramento al quale i volontari del Soccorso Alpino si sottopongono a livello nazionale, e su più scenari, durante tutto l’anno. Intuendo la possibilità di non ricevere supporto aereo, sono state allertate nel frattempo anche le Stazioni di Macerata e Ascoli al fine di evacuare via terra, in ambiente impervio, la ragazza.

La paziente è stata calata con tecniche speciali alpinistiche fino alla base della cascata dai ragazzi di Montefortino e poi, con l’aiuto delle altre due squadre sopraggiunte dall’Eremo dell’Infernaccio, la barella è stata portata a spalla e con non poche difficoltà lungo tutto il sentiero fino alla consegna alle 22 in punto all’ambulanza che aspettava a valle.


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