AGGIORNAMENTO ORE 21:30 Sotto riportiamo la dichiarazione del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, rilasciata alle 21:10. Per contestualizzarla, oltre a rimandare ai durissimi contrasti avuti in settimana tra Regione e Governo sull’ordinanza regionale sul coronavirus (qui ad esempio la nostra intervista di venerdì al Ministro Boccia), specifichiamo cosa è avvenuto oggi, sabato 29 febbraio.

C’è stata una lunghissima riunione in video conferenza tra governo e presidenti di regione per giungere ad un coordinamento unico nazionale che però tenesse conto delle specificità locali nella diffusione del coronavirus, in particolar modo per le tre regioni più colpite: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Durante la riunione Ceriscioli avrebbe fatto presente la situazione della provincia di Pesaro, l’unica dove sono stati registrati contagi nelle Marche: 11 al 28 febbraio, altri 11, quindi 22 in totale, al 29 febbraio. Il caso pesarese trovava inoltre corrispettivo a quello che sta avvenendo a Savona, in Liguria.

Infatti in serata il presidente ligure Toti (46 casi positivi in Liguria) ha rilasciato questa dichiarazione: “La Provincia di Savona molto probabilmente vedrà applicate ancora le limitazioni valide oggi per tutta la Liguria, mentre le altre province della Liguria torneranno ad essere assimilate alle aree simili del resto del Paese, senza limitazioni. Ci atterremo comunque alle indicazioni del Dpcm del governo”.

Il Comitato Tecnico Scientifico organizzato dal governo per l’emergenza coronavirus starebbe lavorando proprio per valutare – e consentire – la chiusura delle scuole nel Pesarese e nel Savonese su scala provinciale, oltre che nelle tre regioni prima citate.

Questo accordo sarebbe stato raggiunto tra le parti (Ceriscioli e governo) in via verbale durante la riunione, e in qualche modo accennato anche nel comunicato Ansa del tardo pomeriggio che citava fonti governative (clicca qui).

Secondo Ceriscioli – nella dichiarazione sotto riportata – però la bozza del decreto in discussione non prevederebbe la possibilità di chiudere le scuole su scala provinciale. Nel caso non vi fossero modifiche della bozza come richiesto dalla Regione Marche, allora Ceriscioli, pur di adoperare il principio di precauzione nel Pesarese, estenderebbe i provvedimenti restrittivi su scuole e manifestazioni anche al resto della regione (nella vicina Emilia-Romagna durerebbero almeno altri 8 giorni).

L’impressione è che si tratti di un ostacolo facilmente aggirabile, essendo stata la proposta di agire sul Pesarese o anche solo su Gabicce una richiesta del governo già nei giorni scorsi. Certo è che l’incredibile serie di veri e propri colpi di scena sulla linea Ancona-Roma sull’ordinanza del coronavirus obbliga a non precludere nessuno scenario.

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ANCONA – Comunicato stampa Luca Ceriscioli, presidente Regione Marche.

Abbiamo ricevuto la bozza del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri riguardante le misure di contenimento del Coronavirus. Il documento indica solo le Regioni con zone rosse: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Ci è stato chiesto di presentare le nostre osservazioni entro le ore 9 di domani mattina.

In ragione del numero crescente di contagi, nelle osservazioni includeremo la richiesta di essere inseriti tra i territori sottoposti alle misure più restrittive, che comprendono la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività di pubblico spettacolo. Se, guardando l’attuale stesura del decreto, la base territoriale resta regionale, chiederemo di essere inseriti come regione.

Se invece, come è sembrato dal lungo confronto di questa mattina con il Governo, la base dovesse essere provinciale, chiederemo l’inserimento della Provincia di Pesaro Urbino, l’unica che registra al momento casi positivi, per un totale di 22.

Immaginiamo che il testo sia ancora aperto poiché cita esclusivamente le zone rosse e non ha riferimenti alle altre Regioni con numeri significativi di casi positivi. Nella speranza che vengano accolte le nostre richieste, l’impegno è quello di divulgarne immediatamente il contenuto, nel momento in cui lo riceveremo nella sua versione definitiva.


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