ANCONA – L’emergenza Coronavirus non ha fermato l’udienza per la “banda dello spray”, accusata della strage nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in cui morirono sei persone schiacciate dalla calca nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018.

I sei componenti del gruppo, della Bassa Modenese, sono arrivati in tribunale scortati dalla polizia penitenziaria, tutti indossando mascherine, e hanno partecipato all’udienza, in cui si procede con il rito abbreviato a quanto riportato da una nota dell’Ansa.

La Procura di Ancona aveva chiesto il giudizio immediato. L’udienza davanti al gup Paola Moscaroli si è conclusa in un’ora con la presentazione delle costituzioni di parti civili, circa 70.a quanto si apprende dall’agenzia di stampa. Tra queste anche quella della società di gestione della discoteca, la Magic srl (i cui componenti risultano indagati in un’altro filone di inchiesta), la onlus “Insieme a Marianna”, il Comune di Corinaldo, il Garante regionale dei Diritti.

Nessun parente delle vittime (cinque adolescenti e una madre) era presente ad eccezione del fratello di Benedetta Vitali.


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