ASCOLI PICENO – I giocatori bianconeri raccontano le loro giornate in questo periodo di emergenza per il Covid-19. Ecco le parole e il racconto di Riccardo Brosco, che sta trascorrendo il periodo nel suo domicilio di Grottammare parola a Paodin.

Capitan Brosco dice la sua circa il riuscire o meno a terminare il campionato: “Ritengo che la salute venga prima di tutto e in questo momento stride un po’ parlare di calcio, anche se è sempre stata la passione nazionale ed anche la mia, visto che ne ho fatto un lavoro. La salute ha la precedenza su tutto. Se ci fossero in seguito le condizioni per far proseguire i campionati, penso che giocare ogni tre giorni favorisca le squadre con una rosa più ampia, con calciatori doppi in ogni ruolo; sarà un campionato totalmente diverso. In Cina la vita sta riprendendo pian piano in questi giorni e credo che l’Italia rispetto a loro sia indietro di un mese circa. Vedremo”.

Simone Padoin è di Gemona del Friuli, ma bergamasco d’adozione: cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, squadra in cui ha militato dal 2007 al 2012, ha messo radici proprio nel bergamasco, dove vive con sua moglie Valentina e i figli Andrea, Daniele e Gabriele. La famiglia Padoin, in linea con quanto richiesto dalla Società, è rimasta però nella casa di Grottammare.

Come sta la sua famiglia? “Stiamo tutti bene, anche se ho i miei genitori a Gemona del Friuli, mio fratello a Udine, i suoceri e due fratelli di mia moglie in provincia di Bergamo. Devo dire che qui è più tranquillo e spero che la situazione resti così; la gente ha capito la gravità del momento, in giro non c’è nessuno e per questo faccio i complimenti alle persone del posto. Esco una volta a settimana per fare la spesa per la famiglia”.

Cosa pensa della situazione? “E’ complicatissima, al Nord drammatica; mi dicono che si sentono le sirene delle ambulanze e le campane di chiese che suonano a morto”.

Conosce qualcuno che è stato coinvolto dal virus? “Non persone di calcio, ma sono mancate tante altre di Bergamo che conoscevo, anche clienti del negozio di mia moglie nel bergamasco”.

E’ papà di tre bambini, Andrea e Daniele, due gemelli di 5 anni e Gabriele, di tre anni e mezzo: come ha spiegato ai suoi figli la situazione? “Io e Valentina abbiamo detto loro che nell’aria c’è una ‘bua’ e per questo dobbiamo stare chiusi in casa; mi vedono uscire per andare a fare spesa con guanti e mascherina e quindi hanno capito, o meglio, lo hanno accettato. Con mia moglie cerchiamo di tenerli impegnati, con lei cucinano pizza, muffin, pan cake, mentre io gioco con loro ai Lego o organizzo cacce al tesoro”.

Il 18 marzo è stato il tuo compleanno. Come ha ‘festeggiato’? “E’ stato un compleanno molto strano, mi hanno mandato a fare spesa e al mio ritorno mia moglie e i figli avevano allestito a festa con i palloncini e un dolce al cioccolato con candeline”.

Come si sta allenando? “Fortunatamente in questi anni pian piano mi sono creato una piccola palestra di attrezzi e macchinari e quindi sono a posto, poi c’è anche mia moglie che sta studiando da personal trainer. Alcuni miei compagni hanno invece dovuto acquistare tapis roulant o cyclette”.

Quanto aiutano i gruppi whatsapp e le video chiamate? “Con il gruppo whatsapp della squadra ci teniamo costantemente in contatto e lo staff ci fornisce i programmi di lavoro; le video chiamate le utilizzo per i famigliari e i suoceri; questi ultimi non li vediamo da Natale, i miei genitori invece erano venuti a trovarci qualche giorno prima del decreto”.

C’è stato un momento in cui ha avuto paura? Cosa la spaventa adesso? “La sera quando mi confronto con mia moglie su questa situazione la cosa che ci fa più paura è non sapere quanto durerà, come e quando ne usciremo, è questo che mi fa più paura”.

 


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