Il Consiglio Direttivo AIC, riunito nel pomeriggio del 6 aprile nel consueto incontro settimanale, a cui ha fatto seguito una riunione con i rappresentati delle squadre di Serie A, ha ritenuto irricevibile la proposta avanzata dalle Leghe di A e B.

“Il comportamento delle Leghe è incomprensibile in un momento come quello attuale. La volontà, neanche tanto implicita, di voler riversare sui calciatori, mettendoli in cattiva luce, l’eventuale danno economico derivante dalla situazione di crisi, è un fatto che fa riflettere sulla credibilità imprenditoriale di chi dovrebbe traghettare il sistema calcio in questo momento di difficoltà.

“Pensare che si debba ricorrere ad una delibera assembleare per decidere di non pagare più nessuno lascia senza parole. Gli stessi presidenti che vorrebbero decidere la sospensione degli emolumenti hanno mandato in campo le squadre fino al 9 marzo, fatto allenare i calciatori fino alla metà di marzo e tuttora monitorano e controllano gli allenamenti individuali svolti secondo le direttive dello staff tecnico. La discussione delle scorse settimane verteva sui termini di contestazione di mancati pagamenti da sospendere o posticipare, ma non si è mai andato oltre le brevi riunioni telefoniche.Ora capiamo perché non si voleva trovare un’intesa sulle modifiche tecniche all’Accordo Collettivo, la vera intenzione è non pagare. Il fatto lascia allibiti, inoltre, visto che parecchie squadre sono già sedute con i loro calciatori per discutere come aiutarsi in un momento come quello attuale.”

“D’altro canto la notizia del nuovo DPCM che include atlete ed atleti del mondo dilettante tra i destinatari del contributo di 600 euro per il mese di marzo ci fa ben sperare che un minimo senso di condivisione e solidarietà possa nei prossimi mesi ribadire un concetto che abbiamo espresso fin dal primo momento: ognuno faccia la sua parte. A questo proposito il Consiglio Direttivo ha deliberato di destinare una contribuzione straordinaria ad un Fondo solidaristico che possa in questa emergenza aiutare le categorie più in difficoltà tra i nostri associati. I redditi più bassi vanno tutelati, soprattutto in situazioni come questa in cui il rispetto e il fare squadra dovrebbero essere principi cardine.”

Nell’intervista rilasciata al Mattino di Padova, il Presidente AIC Damiano Tommasi, riguardo l’ipotesi di concludere la stagione ha ribadito che “un conto è dire che speriamo ci sia la possibilità di farlo, possibilità per la quale tifiamo e stiamo lavorando, un altro è avere contezza che si arrivi davvero sino in fondo. Da fuori si percepisce la sensazione che portare a termine la Serie A e gli altri campionati sia legata ad un volere o no di qualcuno. In realtà dipenderà dalle condizioni sanitarie del Paese e dalle misure che dovremo adottare da qui fino ad agosto. Saranno le istituzioni a fissare i criteri, per ora le scelte le decide il virus. È al governo che spetta stabilire quando sarà possibile riprendere gli allenamenti previa consultazione degli esperti, e successivamente ripartire con le partite.”


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