ASCOLI PICENO – Parole molto nette quelle pronunciate da Papa Francesco nell’omelia della Messa a Santa Marta questa mattina, martedì 28 aprile. Parole che in qualche modo rispondono al duro comunicato emesso dalla Cei subito dopo la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e, indirettamente, anche a quelle del vescovo della diocesi di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, nel quale aveva anch’egli criticato le disposizioni dell’ultimo Dpcm (“Dio, questo sconosciuto che non vedo mai citare nelle disposizioni“).

Come riporta una nota Ansa, Papa Francesco ha detto durante l’omelia: “In questo tempo nel quale si comincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni”

E ancora: “Ci sono “notizie false, calunnie, che riscaldano il popolo” e portano al “linciaggio”. Accade contro i politici nei colpi di Stato, contro i martiri cristiani, è accaduto nella Shoah. Ma “c’è anche un piccolo linciaggio quotidiano che cerca di condannare la gente”. “Pensiamo a noi, alla nostra lingua. Tante volte con i nostri commenti cominciamo un linciaggio del genere. Anche nelle nostre istituzioni cristiane – ha sottolineato il pontefice – abbiamo visto tanti linciaggi quotidiani che sono nati dal chiacchiericcio. Il Signore ci aiuti ad essere giusti nei nostri giudizi, a non cominciare o seguire questa condanna massiccia che provoca il chiacchiericcio”.

Di seguito il messaggio di D’Ercole.

 

Covid-19, Fase 2. Il Vescovo Giovanni D’Ercole: “Perché funerali sì e messe no? Le chiese non contagiano”


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