ANCONA – Nelle Marche è in stato ecologico buono il 42% dei corpi idrici naturali e il solo il 22% di quelli fortemente modificati. Per lo stato chimico buono il 78% dei corpi idrici naturali e il 61% di quelli fortemente modificati.

Dunque, l’obiettivo della Direttiva Quadro Acque dell’Unione Europea fissato al 2015 è ancora lontano. Lo sottolinea Legambiente che ha presentato il dossier sullo stato di salute dei corpi idrici: è “urgente mettere in campo azioni a sostegno della qualità dei nostri corsi d’acqua”. Intanto parte una campagna di segnalazioni di scarichi inquinanti.

Nell’ultimo triennio (2015-2017) di monitoraggio dell’Arpam, sui 185 corpi idrici fluviali delle Marche, grazie alle 124 stazioni di campionamento, i dati sullo stato di salute dei fiumi marchigiani non è arrivato agli obiettivi della Direttiva Quadro Acque dell’Ue che imponeva il raggiungimento dello stato buono al 2015. Per la giornata mondiale dell’Ambiente Legambiente ha presentato il dossier “H₂O – la chimica che inquina l’acqua”.


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