SPINETOLI – Clamorosa svolta nell’inchiesta condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli sulla tragica vicenda, avvenuta sei giorni fa sulla pista ciclabile di Pagliare del Tronto ovvero la morte dell’ex carabiniere Antonio Cianfrone, 51enne originario della provincia di Chieti, ucciso con colpi di pistola mentre faceva jogging.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo Ascoli Piceno, unitamente ai militari della Compagnia di San Benedetto del Tronto e della Stazione di Monsampolo del Tronto, a termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura di Ascoli Piceno  hanno dato esecuzione ad un doppio provvedimento di fermo emesso dal Procuratore “a carico di un 54enne operaio, con precedenti, e sua moglie 50enne, casalinga, residenti a Spinetoli, ritenuti responsabili dell’omicidio aggravato di Antonio Cianfrone, ucciso con 4 colpi di pistola mentre faceva jogging a Pagliare del Tronto-Spinetoli, la mattina del 3 giugno 2020″ si legge in una nota stampa diffusa dall’Arma picena. Una coppia originaria della Puglia ma residente in Vallata da tanti anni.

Il gravissimo fatto di sangue che ha scosso l’intera comunità della vallata del Tronto, dove Cianfrone era residente e conosciuto anche per i suoi trascorsi professionali nei carabinieri, è stato subito oggetto di una mirata indagine da parte delle Forze dell’Ordine e dagli inquirenti.

Dal Comando affermano: “L’inchiesta ha portato a esaminare decine di ore di video estrapolati da impianti di videosorveglianza presenti nella zona ma anche a riscontrare, dall’analisi del traffico telefonico dei cellulari, la presenza degli odierni fermati, sulla scena del crimine in orario compatibile con l’omicidio e acquisire plurime informazioni testimoniali di cittadini che quella mattina si trovavano nei pressi del luogo del delitto.

Ulteriori indagini sono tutt’ora in corso: “I due sono stati associati al carcere di Ascoli Piceno e Teramo a disposizione dei Magistrati – affermano i carabinieri – Sono in attesa della udienza di convalida del fermo e della corrispondente verifica da parte del Giudice per le Indagini Preliminari sulla solidità del quadro indiziario e sulla sussistenza di esigenze cautelari”.

Dalla Procura di Ascoli aggiungono: “Il provvedimento emesso si fonda sui molteplici elementi raccolti dalle articolate attività di indagine svolte dal momento dell’omicidio ad oggi (e tutt’ora in corso), elementi raccolti in pochi giorni e che convergono, allo stato, nel far ritenere la coppia responsabile dell’omicidio in questione”.

“Le complesse indagini, dirette fin da subito da questo Ufficio, sono state svolte con accuratezza e celerità dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ascoli Piceno, con la partecipazione corale e qualificata di tutte le altre articolazioni dell’Arma provinciale (Nucleo Operativo Compagnia di San Benedetto del Tronto e Stazione di Monsampolo del Tronto in particolare) e della Sezione di Polizia Giudiziaria di questa Procura – si legge nella nota stampa diffusa dalla Procura di Ascoli –  Vi è stata condivisione di informazioni e spunti investigativi con la Polizia di Stato-Squadra Mobile e collaborazione col Comando Provinciale Guardia di Finanza che ha messo a disposizione hardware e software per analisi apparati informatici e le proprie competenze per gli accertamenti patrimoniali”.

Dalla Procura, il procuratore Umberto Monti, dichiara “Ma soprattutto va notata e apprezzata la piena collaborazione delle diverse persone che hanno assistito alle fasi dell’omicidio e ai momenti antecedenti e successivi, tutti hanno dimostrato lucidità e franchezza e ampia disponibilità a riferire tutto quello che sapevano e avevano visto, ad essere sentiti e in certi casi risentiti più volte, anche direttamente sui luoghi dei fatti, senza mai mostrare reticenze. Le indagini (coinvolgenti anche specifiche competenze tecniche) sono tutt’ora in corso al fine di chiarire ogni aspetto della vicenda, e ovviamente e doverosamente terranno conto degli esiti della udienza di convalida, degli interrogatori dei fermati e delle valutazioni del Giudice per le Indagini Preliminari”.

Ora bisognerà capire quale sarebbe stato il movente che avrebbe spinto la coppia di Spinetoli, accusata appunto di omicidio, a compiere il grave delitto. Si attendono ulteriori delucidazioni dagli inquirenti.

La Procura di Ascoli ha fissato per l’11 giugno l’autopsia sul corpo di Antonio Cianfrone.

L’esame verrà eseguito all’obitorio dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli, ci sarà anche il Ris di Roma.


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