ASCOLI PICENO – Sono arrivati nuovi sviluppi, dalla Questura di Ascoli, riguardanti la violenta zuffa avvenuta in pieno centro storico nel capoluogo nel tardo pomeriggio dell’11 giugno. Sono state arrestate sei persone, come comunicato in precedenza dalla nostra testata.

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Rissa in piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, sei arresti

“Verosimilmente la rissa è scoppiata in piazza del Popolo ad Ascoli per un apprezzamento fatto ad una ragazza: coinvolti alcuni cittadini italiani di origine straniera (albanesi e rumeni) residenti ad Ascoli ed un cittadino marocchino anch’esso residente nel capoluogo” affermano dalla Questura.

“Il litigio è scaturito in rissa anche, probabilmente, a causa di pregresse situazioni conflittuali tra i partecipanti: la violenta zuffa ha creato il panico tra le tante persone presenti a quell’ora nel centro cittadino. Subito sono iniziate ad arrivare al 112 e 113 numerose  chiamate di richiesta di intervento. Sul posto, in pochi minuti, sono giunti poliziotti e carabinieri” dichiarano dalla Questura.

Il tempestivo e massiccio arrivo delle pattuglie ha permesso di sedare la rissa prima che portasse a più gravi epiloghi e a fermare nell’immediatezza tutti i “protagonisti”.

Durante l’intervento per fermare i litiganti, un poliziotto ha riportato lesioni guaribili in 10 giorni mentre uno dei facinorosi veniva accompagnato in ospedale con gravi  lesioni, anche da taglio: altri quattro invece si facevano curare dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile “Mazzoni” di Ascoli Piceno per varie contusioni.

Dopo le cure, tutti i protagonisti del gravissimo episodio sono stati accompagnati in Questura e presso il Comando Provinciale dei Carabinieri a disposizione degli investigatori.

“Dopo aver sentito le dichiarazioni dei testimoni e visionato le immagini della videosorveglianza presente in piazza del Popolo, le indagini, portate avanti congiuntamente da Carabinieri e  Polizia, hanno condotto all’arresto di tutti e sei i partecipanti alla rissa in accordo con la Procura di Ascoli Piceno” si legge nella nota diffusa dalla Questura ascolana.


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