ASCOLI PICENO – Blitz delle Fiamme Gialle contro la contraffazione, compiuto nei giorni scorsi. Operazione “Tricky Trolley”.

La Guardia di Finanza e l’Ufficio delle Dogane di Ancona, all’esito di una serie di controlli finalizzati alla tutela della sicurezza del mercato dei beni e servizi, del “made in Italy” e della sicurezza dei prodotti, svolti quotidianamente sulle merci in transito nel porto dorico, hanno sequestrato, nel corso di tre mesi, quasi 95 mila valigie in poliestere di origine e provenienza cinese, ma recanti etichette attestanti falsamente la produzione in Italia e destinate a una catena commerciale nazionale.

A finire nel mirino della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane, è stata una società della provincia di Ascoli Piceno individuata a seguito di un’attenta analisi di rischio, effettuata inizialmente dai militari della Compagnia di Ancona, su containers, veicoli e persone in transito nello scalo portuale.

L’operazione è consistita in più sequestri effettuati nell’arco di tre mesi a seguito del monitoraggio di tutte le importazioni effettuate dall’azienda ascolana che i finanzieri e i funzionari doganali hanno eseguito in maniera puntuale, individuando così oltre cinquanta spedizioni dalla Cina in altrettanti container.

Le valigie, già pronte per la commercializzazione, sarebbero state distribuite su tutto il territorio nazionale con un valore di vendita di circa tre milioni di euro: su ciascuna di esse erano apposti dei cartellini con l’indicazione “made in Italy” e la produzione in uno stabilimento di Ascoli Piceno, tali da indurre in errore il consumatore finale sulla reale origine degli articoli.

‘L’importazione a fini di commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza o di origine viola il “comma 49 dell’articolo 4 della legge n. 350/2003” , costituisce reato ed è punito, ai sensi dell’articolo 517 del codice penale, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a ventimila euro’ affermano dal Comando di Ancona.

Per questi motivi il rappresentante legale della società destinataria acquirente è stato denunciato a piede libero alla Procura di Ancona.

Conseguentemente il titolare dell’azienda ha provveduto ad adeguare l’etichettatura delle valigie secondo le indicazioni dell’Autorità Giudiziaria che, pertanto, ne ha dissequestrato una parte.

‘La falsa indicazione del “made in Italy” e, in generale, l’errata informazione sull’origine delle merci danneggiano il mercato, gli imprenditori onesti e i cittadini che vengono ingannati sulla reale provenienza dei prodotti acquistati’ concludono i finanzieri.


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