OFFIDA Riscoprire territori agricoli unici e partecipare alla loro salvaguardia, conoscere da vicino le fasi della produzione di un vino, stringere relazioni personali con i vignaioli che attraverso il loro prezioso lavoro tutelano il paesaggio e propongono prodotti artigianali di qualità.

Sono alcuni benefici delle adozioni in vigna che in questi giorni stanno mettendo radici anche sulle colline di Offida tra i filari della cantina biologica Terra Argillosa. Comparsa per la prima volta in Piemonte dieci anni fa, la possibilità di adottare filari d’uva da parte di singoli cittadini si è diffusa successivamente a macchia di leopardo tra diverse regioni e oggi rappresenta anche una risorsa in più per sostenere la ripresa delle piccole cantine dopo il lockdown.

La formula dell’adozione in vigna è semplice: per un anno intero una cantina concede in adozione uno dei propri filari apponendo su di esso un cartellino con il nome dell’adottante, il quale riceve un vero e proprio certificato d’adozione. Durante l’anno la cantina condivide sui propri social network fotografie del filare adottato mostrandone i cambiamenti stagionali e riserva all’adottante alcuni benefici tra cui una certa quantità di bottiglie di vino ed esperienze in vigna e in cantina da vivere in prima persona.

Se per chi ama il mondo del vino o è in cerca di qualcosa di diverso e unico l’adozione in vigna rappresenta un’opportunità originale, per le aziende agricole che non vendono i propri vini attraverso la grande distribuzione e hanno sofferto fortemente la chiusura prolungata di ristoranti ed enoteche è un piccolo aiuto in un momento di difficoltà oltre che un’occasione per far conoscere il proprio lavoro in presa diretta.

Sono due le possibilità di adozione nei vigneti collinari di Offida proposte dalla cantina Terra Argillosa. La prima prevede l’adozione per un anno di un filare di Incrocio Bruni, vitigno raro delle Marche nato nel 1936 dall’incrocio tra le varietà Verdicchio e il Sauvignon. A chi ama i rossi invece è proposta invece l’adozione di un filare di Montepulciano, vino rosso simbolo del Piceno. In entrambi i casi sono previste una visita alla cantina con degustazione guidata dei vini, la consegna del certificato di adozione del filare e la posa di un cartellino con il nome dell’adottante sul filare scelto.

Aprire le nostre vigne agli altri – spiega il vignaiolo Raffaele Paolini, titolare di Terra Argillosa – è un atto di condivisione e un invito a diventare custodi del territorio insieme a noi, anche se a distanza. E’ un modo per entrare in un contatto speciale con la natura di un luogo, di sostenerne la crescita e di supportare il lavoro dei vignaioli, ma anche di venire a conoscenza di alcuni aspetti poco conosciuti della vita della campagna e della produzione di un vino”.


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