ASCOLI PICENO – Prosegue la rassegna culturale La Milanesiana ad Ascoli.

Sabato 11 luglio doppio appuntamento con la XXI edizione della Milanesiana, il festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, dedicato quest’anno a “I Colori”: alle 18 presentazione della nuova edizione de “Il nome della rosa” di Umberto Eco e, a seguire, alle 21, torna a essere protagonista, per una notte, una grande tradizione italiana, quella della serenata con Affacciabedda, Deh, Vieni alla Finestra di Mario Incudine.

La serenata ha percorso un’arcata temporale che arriva dai primi del ‘600 ad oggi, solleticando l’estro e la fantasia di poeti e musicisti colti e popolari. Non vi era dichiarazione d’amore, matrimonio o fidanzamento che non prevedesse un “musicante”, debitamente assoldato dall’innamorato di turno, pronto a cantare – con voce potente e grande trasporto – canzoni d’amore, sonetti, stornelli, romanze sotto i balconi, attraverso l’uso di uno stilema poetico arcaico, l’ottava siciliana, fondamento e base per tutta la poesia italiana regionale.

Ma il musicante non era un mero esecutore di un messaggio amoroso; talvolta a questo si chiedeva la composizione di un sonetto inedito, originale. Ed è in questo contesto che il musicante diventava il depositario dell’amore universale, quello che accomuna gli uomini innamorati, incapaci di raccontare la loro passione, l’attesa e la malinconia, se non attraverso la penna del poeta. Il “musicante” che cantava dichiarazioni d’amore sotto i balconi farà rivivere in questa serata della Milanesiana una tradizione tutta italiana, con la quale si sono misurati anche alcuni tra i principali autori della nobile tradizione classica quali Chopin, Shubert, Brahams, Haydn e Toselli.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito secondo norme vigenti. Informazioni su www.lamilanesiana.eu
Mario Incudine e Antonio Vasta 
Mario Incudine è artista dalle molteplici risorse, che riesce a far confluire la passione per la musica con quella per il teatro e la scrittura portando la sua arte Made in Sicily in giro per il mondo.
Antonio Vasta, formazione classica (diploma in pianoforte e studi di fisarmonica), si dedica alla ricerca e reinterpretazione della tradizione etnomusicologica siciliana che si innesta, fin da principio, nel suo percorso artistico sconfinando sovente in territori diversi ma affini quali la world music, il jazz, la musica per orchestra, il teatro, la letteratura, il cinema e l’arte contemporanea.
Nuccio Ordine 
Nuccio Ordine (Diamante, 1958) è professore ordinario di Letteratura italiana nell’Università della Calabria. A Giordano Bruno ha dedicato tre libri, tradotti in nove lingue, tra cui cinese, giapponese e russo: La cabala dell’asino (2017), La soglia dell’ombra (2009) e Contro il Vangelo armato (2009). Ha pubblicato anche: Teoria della novella e teoria del riso nel Cinquecento (2009), Le rendez-vous des savoirs (2009), Les portraits de Gabriel García Márquez (2012), L’utilità dell’inutile (2013), Tre corone per un re (2015), Classici per la vita (2016), Gli uomini non sono isole (2018). Fellow dell’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies e della Alexander von Humboldt Stiftung, è stato invitato in qualità di Visiting Professor in diversi istituti di ricerca e università negli Stati Uniti (Yale, Nyu), in America Latina (Universidad de San Buenaventura di Bogotà e Università Iberoamericana di Città del Messico) e in Europa (Ehess, Ens, Paris-IV Sorbonne, Cesr di Tours, Iea Paris, Warburg Institute, Max Planck di Berlino). È Membro d’Onore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze (2010) e ha ricevuto in Brasile tre lauree honoris causa. È stato insignito in Francia delle Palme Accademiche (Chevalier 2009 e Commandeur 2014) e il Presidente della Repubblica gli ha concesso la Légion d’honneur (2012). Il Presidente della Repubblica lo ha nominato Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2018). In Francia dirige, con Yves Hersant, tre collane di classici (Les Belles Lettres) e in Italia la collana Classici della letteratura europea. È Presidente del Centro Internazionale di Studi Telesiani Bruniani e Campanelliani. Collabora al “Corriere della Sera”.

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