ASCOLI PICENO – In vista delle prossime elezioni regionali, in programma il 20 e 21 settembre, il Partito Democratico presenta i propri candidati al Consiglio Regionale nel Piceno, Anna Casini, vicepresidente della regione Marche, Augusto Curti, sindaco di Force, e Paolo D’Erasmo, ex presidente della provincia picena, in attesa del quarto nome in via di definizione, ed il proprio candidato presidente, l’attuale sindaco di Senigallia e presidente Anci regionale Maurizio Mangialardi.

A fare gli onori di casa è il segretario provinciale del Pd Matteo Terrani: “Presentiamo il nostro candidato presidente ad Ascoli, città capoluogo, dove tornerà in altre occasioni. I nostri candidati non hanno bisogno di presentazioni; Anna Casini è vicepresidente ed è stata ricandidata all’unanimità. Curti conosce bene l’area della ricostruzione, ne è un simbolo. D’Erasmo ha risanato la provincia in 4 anni, ha dimostrato di volere il bene comune senza ricompense. Maurizio Mangialardi è stato un ottimo sindaco di Senigallia, ha trasformato la sua città rendendola la più attrattiva nelle Marche, oltre che un ottimo presidente Anci Marche. E’ stato scelto da tutto il Pd e da tutta la coalizione di centrosinistra, ha tutto per fare un’ottima campagna elettorale e vincere le elezioni”

“Credo che questa squadra abbia dimostrato le proprie capacità sul campo – afferma Anna Casini – parlano le cose fatte. La campagna elettorale sarà basate sulle cose fatte in questi anni e su quello che Maurizio vorrà fare per implementarle. Maurizio è ancora rappresentante delle 4 regioni colpite dal sisma. D’Erasmo ha ereditato un ente in dissesto, è riuscito con una serie di manovre virtuose a risanarlo, è riuscito anche a fare investimenti impensabili. Curti è il più giovane ma ha molta esperienza essendo al terzo mandato da sindaco di Force. Sono orgogliosa di far parte di questa campagna elettorale, sono sicura che le Marche non saranno consegnate alla destra. Faccio una richiesta a Maurizio: che non ci sia un assessorato al Piceno ma che ci siano sempre attenzioni a questo territorio che dopo il sisma mantiene diverse criticità”.

“La nostra è una bellissima squadra coesa – dichiara Paolo D’Erasmo – sono molto contento di farne parte. Tengo molto alle parole coesione, sinergia, partecipazione collettiva, confronto. “Marche territorio in comune” è il mio motto, è una grande sfida: bisogna creare sempre più politiche che facciano lavorare insieme enti pubbliche e non solo. Dovremo creare integrazione nei vari settori nella nostra regione, che è una delle più belle al mondo, creando sinergie per valorizzare e far crescere i nostri territori. La nostra è una regione bella e soprattutto solidale, dobbiamo guardare a quelle persone che con questa crisi sono in difficoltà. Serviranno azioni a favore di imprese e persone che hanno perso il lavoro, sarà un lavoro bello e unitario, dovremo fare di unità e cooperazione il punto di forza della nostra splendida regione”

“Siamo un po’ tutti in rappresentanza del sisma – le parole di Augusto Curti – proprio dal sisma dovremo ripartire ma in un senso più ampio, pensando ad un progetto di sostenibilità del Piceno; dobbiamo pensare alle opere infrastrutturali, dovremo trarne il più possibile le opportunità, anche fuori dalle zone del cratere. Il sisma ha colpito tutte le Marche, dovremo ragionare ad un progetto più ampio creando un valore aggiunto al nostro territorio, anche pensando alle politiche green. Non esistono più confini, non si può più pensare di territorio di montagna diviso da quello del mare, “La sfida del nuovo” è non a caso il motto della mia campagna elettorale”.

“Ringrazio tutti per questa bella squadra – afferma Maurizio Mangialardi – non è così semplice costruire competenze in una società in cui tutto sembra banale. Anna Casini è stata l’unico assessore che ha avuto attenzione per tutti i territori, ovviamente con un occhio particolare pre questo nostro territorio mantenendo però una visione di insieme, un componente della nostra squadra determinante. Con Augusto abbiamo trascorso tanti anni insieme, per me è stato un sindaco di grande riferimento, la partita sul terremoto non è stata compresa appieno, le altre tre regioni danno la colpa al governo, sia i cittadini che le amministrazioni, solo nelle Marche le responsabilità sono state catalizzate a livello regionale. Non abbiamo più un commissario inadeguato ma una persona di grande competenza e che ha già messo una parola di svolta nelle ordinanze, abbiamo posto noi la questione al governo. Con Paolo ci conosciamo da sempre, è una persona seria e di grande responsabilità”.

“Saremo in una campagna elettorale molto difficile –continua il candidato governatore del centrosinistra – c’è un vento di destra e di qualunquismo che dobbiamo contrastare; abbiamo avuto un governo regionale che si è trovato contro eventi mai visti, dalla banca che ha travolto l’economia, ai tre sismi, con in più il Covid, si rischiava l’implosione ma la regione è stata protagonista. Ad esempio sul turismo, si potrebbe portare in scala l’esperienza di Senigallia dove sono state fatte scelte precise, possiamo far fare il salto in avanti; nell’enogastronomia stiamo primeggiando, siamo la prima regione biologica d’Italia. Ci sono ovviamente delle difficoltà, il primo è quello del terremoto, non possiamo permetterci di non dare una svolta, vorrei sentire chi può dire di non avere responsabilità. Io ho parlato di un modello Genova molto prima che Genova accadesse, oltre alle risorse serve un processo di semplificazione”.

“La ricostruzione è il tema delle Marche – prosegue Mangialardi – La prima cosa che ho fatto è andare dal ministro Gualtieri, senza risorse non si fa nulla. Il dramma del Covid ci ha permesso di apprezzare l’Europa dei popoli, non sono solo per i 209 miliardi, ho chiesto al ministro una vertenza per risolvere in maniera definitiva questioni come la terza corsia, che paghiamo per chi non l’ha voluta. Siamo chiamati a ridisegnare il modello sanitario, niente è più come prima. Come ha reagito questa regione al dramma della pandemia ce ne sono state poche al mondo, la nostra curva epidemiologica era uguale a quella della Lombardia, dalla nostra regione non è uscito nessuno. Noi non abbiamo privatizzato la sanità pubblica a differenza della grande Lombardia, oggi si apre un’altra stagione, questo partito ha sempre creduto nell’Europa anche nei momenti difficili come la Brexit, gli avversari ricordo che sono sovranisti. Quando saranno stanziati i soldi per le Marche verranno da lì, se non ci fosse stato al governo il centrosinistra non ci sarebbe una vertenza Marche”.

“Le zone interne faranno la differenza – conclude il sindaco di Senigallia – l’aria e il respiro lo andiamo a cercare lì, dobbiamo dargli un’ulteriore spinta. Le idee non ci mancano, sono orgoglioso di quello che andremo a fare nei prossimi cinque anni. Il ruolo del presidente è anche avere tanta relazione con il governo centrale, abbiamo tanti progetti sulle infrastrutture e non solo, sono le risorse che mancano. Dobbiamo far collimare risorse e progetti, Gualtieri si è detto disponibile su mettere un focus particolare sulla Regione Marche. Sono in arrivo 8 miliardi, cifra mai vista prima, bisognerà fare scelte ponderate, quelle risorse spettano alle Marche. Gli ospedali devono essere funzionali e moderni nonché belli, vanno ripensati in funzione delle esigenze nuove del territorio, non si chiameranno sicuramenti unici, su quelli che dovremo investirci. Il mio primo atto da presidente? Un atto di semplificazione per la ricostruzione”.


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