ASCOLI PICENO – “Apprendiamo mezzo stampa della conclusione dell’operazione ‘Arcipelago’ portata avanti dai Carabinieri in contrasto ad un caso di intermediazione illecita di manodopera. Non possiamo che plaudire il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e ringraziarli per aver fatto emergere degli illeciti gravissimi. Siamo d’altra parte molto preoccupati di leggere di situazioni incresciose come quella che si è verificata, anche nel nostro territorio. Purtroppo situazioni come questa non ci sono nuove e anzi, da tempo le denunciamo nelle sedi opportune in difesa dei lavoratori, e pubblicamente”.

Così in una nota la Flai Cgil Ascoli Piceno.

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Caporalato e manodopera clandestina nel Piceno, oltre trenta indagati nell’operazione “Arcipelago”

Daniele Lanni, Segretario Generale della Flai Cgil Ascoli Piceno: “Dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro svolto che ha smascherato una situazione incresciosa. D’altra parte, come da mesi scriviamo, non si può più attendere per istituire la ‘Rete del Lavoro Agricolo di Qualità’ e iniziare un lavoro serio di confronto tra parti sindacali, datoriali e istituzionali. Abbiamo bisogno di difendere il settore agricolo intero del nostro territorio da fenomeni incresciosi e gravissimi come quello di cui leggiamo oggi, e i fatti di oggi dimostrano quanto ci sia fretta di iniziare questo confronto”.

Continua il Segretario Generale della Federazione dell’Agro-alimentare della Cgil, Lanni: “In attesa di conoscere maggiori dettagli sull’operazione ‘Arcipelago’, possiamo dire sin da ora che valuteremo di costituirci parte civile in difesa delle lavoratrici e lavoratori coinvolti. Lo sfruttamento del lavoro altrui è un reato che riteniamo gravissimo e saremo al fianco di lavoratrici e lavoratori per garantire loro tutta l’assistenza necessaria per far valere i loro diritti, dopo aver subito un torto così grande”.

Conclude Daniele Lanni: “Nella nostra provincia l’Agricoltura è un settore importante. Non può essere questo il nostro modello agricolo: lavoratori che lavorano più di quanto dovrebbero, pagati non seguendo le indicazioni del contratto provinciale di lavoro, a cui vengono segnate la metà delle giornate lavorate. Queste situazioni di lavoro grigio sono diffuse ormai da tempo, ed espongono il mercato del lavoro agricolo ad infiltrazioni e fenomeni ancora più gravi come quelli di cui leggiamo oggi. Il punto è uno solo: i diritti, la retribuzione, gli orari, tutto quanto riguarda il rapporto di lavoro, sono definiti dal Contratto Provinciale del Lavoro, e non sono tollerabili situazioni di grigio, perché creano i presupposti per il crearsi di situazioni ancora più gravi. Chiediamo che ogni Azienda applichi semplicemente il Contratto Provinciale del Lavoro”.


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