ASCOLI PICENO – L’emergenza coronavirus costringe a fissare la massima attenzione sul mondo scolastico, e non poteva essere altrimenti. Dopo il lockdown che ha comportato la fine anticipata delle lezioni nell’anno 2019-20, e la ripresa delle stesse nel mese di settembre, uno degli aspetti più controversi, e sui quali si è molto dibattuto, è quello relativo al trasporto scolastico.

Sia per la scuola dell’obbligo, per la quale il servizio è garantito dai comuni, che per gli istituti superiori.

Come dimostra la foto e l’articolo che segue, molti studenti e genitori si sono chiesti se non si verificassero assembramenti nel tragitto tra la casa e la scuola.

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Per questo motivo il nostro giornale ha deciso di approfondire questo argomento controverso, con una serie di contributi: il primo è di Alfredo Fratalocchi, direttore generale della Start Spa, società a capitale pubblico che gestisce il Trasporto Pubblico Locale nel Piceno e quindi anche i percorsi verso gli istituti secondari superiori provinciali.

Come potete sentire dettagliatamente nella videointervista, Fratalocchi spiega che “il nuovo Dpcm di settembre ha previsto un carico massimo dei mezzi di trasporto pari all’80% della capienza. Ma in un autobus da 12 metri, arrivare all’80% della capienza dà l’effetto di un autobus pieno, perché sono occupati tutti i posti a sedere e ci sono anche utenti in piedi”.

Va rilevato che la Start Spa, grazie a finanziamenti regionali e nazionali, ha potenziato i mezzi all’opera grazie al supporto di mezzi privati. Tuttavia vi è attesa per il nuovo “Dpcm: se i valori verranno ritoccati, ne prenderemo atto e incrementeremo i servizi“.

Dunque la Start Spa si conforma a quanto disposto dalle autorità, nazionali o regionali: “Capisco l’apprensione dei genitori, abbiamo ricevuto anche delle lamentele, ma siamo tenuti al rispetto di quanto a noi prescritto”.

Per quanto riguarda i dipendenti, la Start Spa ha predisposto una analisi sierologica al mese per verificare eventuali incidenze del Covid-19.


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