ANCONA – A quattro anni dal devastante terremoto del 2016, le ferite inferte nelle aree interne della Regione Marche sono ancora evidenti. La nuova giunta regionale di Francesco Acquaroli è dunque chiamata a dare il proprio apporto in questo difficile ambito.

Questo pomeriggio, venerdì 30 ottobre, a palazzo Raffaello della Regione si è tenuto un incontro in videoconferenza tra il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, e i sindaci del cratere.

All’ordine del giorno le prospettive importanti del Recovery Fund che prevedono risorse specifiche per la rivitalizzazione delle aree colpite dal terremoto, l’approvazione dell’elenco delle opere pubbliche da realizzare in ciascun Comune e la stabilizzazione del personale impiegato nella ricostruzione. A questo incontro si è aggiunto, nel tardo pomeriggio, quello con i rappresentanti delle professioni tecniche.

“La ricostruzione – ha sottolineato Acquaroli – è una priorità assoluta per l’amministrazione regional, che non dimentica le migliaia di cittadini ancora fuori casa. per la realizzazione delle opere pubbliche, ma in particolar modo per il rilancio della nostra regione e il nostro bellissimo territorio penalizzato dal sisma del 2016. Attraverso la volontà convergente di tutti i sindaci si può avviare un’adeguata accelerazione alla ricostruzione. I primi cittadini sono i principali protagonisti nel rappresentare quella filiera istituzionale più legata al territori. Occorre anche una strategia complessiva con Regione, Struttura Commissariale e Ufficio Speciale per la Ricostruzione per definire e concertare insieme il Piano di Sviluppo Rurale quale importante strumento di rilancio per le Marche”.

“Rispetto al quadro attuale della ricostruzione – ha rimarcato Castelli – come nuova giunta regionale abbiamo ritenuto opportuno concentrarci su due metodologie: quella di tenere coesa e compatta la squadra istituzionale che veda la posizione dei Comuni in condizione di massimo privilegio e quella di effettuare una interlocuzione più scrupolosa con gli ordini professionali, perché siamo convinti che sono i tecnici a realizzare la ricostruzione. Per questo l’importanza di incontrare subito i professionisti per raccogliere le loro opinioni, per conoscere dove è necessario limare e correggere e far si che l’impianto possa produrre gli effetti desiderati”


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