ANCONA – In una lunga diretta su Facebook dagli uffici regionali, nella serata del 13 novembre, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha spiegato i motivi, sulla base delle informazioni in possesso dell’ente, che hanno portato alla decisione del ministero della Salute di far passare da domani le Marche dalla fascia gialla a quella arancione, con aumento di restrizioni.

Acquaroli non ha nascosto la propria sorpresa e anche l’amarezza: “L’elemento che avrebbe determinato la ‘stretta’ sulle Marche è il trend dell’indice Rt di ‘rapporto tra positivi sintomatici e tamponi tra una settimana e quella precedente’, in particolare dall’ultima settimana di ottobre (1.01) in cui avevamo i dati tra i più bassi in Italia, è passato a 1,55 nella prima settimana di novembre”.

Il presidente prosegue: “L’indice in precedenza veniva calcolato e valutato in maniera bisettimanale. L’indice Rt settimanale della settimana scorsa era 1,29, quello consegnato questa settimana era 1,35. Tutti noi eravamo abbastanza tranquilli, quando l’indice è sotto 1,5, un andamento che può essere tenuto sotto controllo con le ordinanze in vigore e con altre anti-assembramento che tra l’altro stavamo studiando. Ho ricevuto nelle ultime ore decine di telefonate da esercenti che avevano anche già acquistato prodotti per l’attività domenicale che ora andranno sprecati”.

Acquaroli aggiunge: “Non bisogna comunque avere un atteggiamento leggero rispetto a una pandemia che mette alla prova cittadini e Stati e di mettere al primo posto la salute dei cittadini e della comunità marchigiana ma avrei voluto maggiore comunicazione e condivisione in particolare con gli uffici tecnici della Regione per leggere in maniera più dettagliata i dati anche degli ultimi giorni per valutare l’andamento della curva epidemiologica nella regione e arrivare a un’ordinanza più ragionata”.

Il presidente ha parlato “di scelta che subiamo, che accettiamo perché siamo responsabili e che può determinare effetti importante sulla Regione”.


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