ASCOLI PICENO – 14 dicembre 2020 sarà ricordato come un giorno storico nell’era digitale, tutti i prodotti Google sono in down, ovvero non stanno funzionando facendo andare in tilt milioni di utenti che stanno lavorando e sovlgendo lezioni a distanza.

Tutti i prodotti Google, dalla gmail, al drive passando per discovery fino a Youtube sono completamente in tilt.

Diversi servizi di Mountain View sono crollati

All’improvviso anche su Twitter impazza l’hashtag #googledown dove utenti del web, studenti e lavoratori si sbizzariscono con meme simpatici.

Per individuare le mappe dei down sul sito downdetector.it è presente una panoramica delle segnalazioni relative ai problemi incontrati dagli utenti. Impennata dei ‘down’ relativi al motore di ricerca, a Youtube, a Gmail, a Google Meet, Google Drive e Google play.

Utenti senza posta elettronica, appuntamenti e documenti e anche Youtube si blocca

In attesa della ripresa dei servizi, la riflessione importante viene e sorge spontanea in un’epoca dove affidiamo tutto ai servizi digitali, ai cloud e al web potremmo improvvisamente ritrovarci senza documenti, foto, video e altri contenuti di fondamentale importanza e senza i quali potremmo perdere una mole impressionante di dati e informazioni che non abbiamo salvato nei nostri dispositivi.

 

Vint Cerf, uno dei “padri di Internet” e vicedirettore di Google, nel 2018 aveva ha messo in guardia tutti  sui gravissimi rischi della digitalizzazione.

Scrivendo che potremmo vivere un Mediovo digitale: “Dietro di noi un deserto digitale, un altro Medioevo. Se tenete a una foto, stampatela”. “Pensando a 1000, 3000 anni nel futuro, dobbiamo domandarci: come preserviamo tutti i bit di cui avremo bisogno per interpretare correttamente gli oggetti che abbiamo creato? Senza neanche rendercene conto, stiamo gettando tutti i nostri dati in quello che rischia di diventare un buco nero dell’informazione. Nei secoli a venire chi si farà delle domande su di noi incontrerà delle enormi difficoltà, dal momento in cui la maggior parte di ciò che ci lasceremo dietro potrebbe essere solo bit non interpretabili“.

 


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