MONSAMPOLO DEL TRONTO – Riportiamo e pubblichiamo una nota dei sindacati del Piceno, Filea Cgil Ascoli Piceno, giunta in redazione.

Non pensavamo di aspettare le festività natalizie con l’ennesima morte sul lavoro: il nostro abbraccio ed il nostro pensiero sincero alla famiglia dell’operaio deceduto, ma sappiamo di sembrare ripetitivi.

L’ennesima morte sul lavoro deve farci porre delle domande su quello che accade ogni giorno sui posti di lavoro e nei cantieri edili, soprattutto: la sicurezza parte dalla corretta applicazione dei contratti nazionali di categoria. Il Ccnl Edile prevede la formazione continua dei lavoratori attraverso l’azione degli Enti Bilaterali di settore: ci chiediamo se per il tragico evento avvenuto a Monsampolo del Tronto venisse applicato il contratto corretto per l’attività che i lavoratori stavano portando avanti.

Qui il nostro articolo

Operaio perde la vita nell’Ascolano, vani i soccorsi del 118

Non possiamo commuoverci o esprimere cordoglio soltanto quando avviene un episodio grave nel nostro territorio, per questo è necessario dare uno slancio importante anche agli organi di vigilanza e controllo, visto che il settore dell’edilizia sarà centrale per la ripartenza del Paese e anche del nostro territorio. Il settore, però, sarà veramente un volano per la nostra economia soltanto se i nostri lavoratori saranno sicuri nei luoghi di lavoro, inquadrati con il giusto contratto, formati seriamente sulla sicurezza e soprattutto sicuri di rientrare a casa. Salute, sicurezza a prevenzione devono essere prioritarie anche nella nostra regione: rivolgiamo un appello forte alla Regione Marche affinché riveda la percentuale di spesa del bilancio rivolta alla prevenzione, una percentuale tra le più basse a livello nazionale e piuttosto lontana, non solo dall’obiettivo del 5% della spesa sanitaria complessiva, ma anche dal dato nazionale che è del 4,4% spesa che deve essere effettiva, anche con assunzioni negli organi di vigilanza e controllo.

E’ necessario rafforzare la vigilanza, la formazione continua e reale per poter valutare i rischi sul posto di lavoro, e la prevenzione.

E per questo sollecitiamo a rafforzare gli organi di controllo e vigilanza per supportare il lavoro di qualità, il lavoro giusto con il giusto contratto ed il lavoro in sicurezza, per non continuare a piangere infortuni gravi e morti sul lavoro. La sicurezza può essere considerata un costo, ma un investimento per il futuro.

Di seguito anche la nota di Cgil, Cisl e Uil.

Nell’ultima settimana due incidenti mortali sul lavoro nella nostra Provincia: un operaio di 56 anni, dipendente della Covalm di Rotella addetto alla produzione e un altro operaio di 44 anni addetto alla bonifica dell’amianto precipitato dal tetto di un capannone a Stella di Monsampolo.

Il primo pensiero come sindacati lo rivolgiamo alle loro famiglie con un abbraccio ed esprimendo tutto il nostro cordoglio e vicinanza.

Non si può continuare a morire di lavoro in questo paese.

I morti, gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali registrano dati, certificati dall’Inail, allarmanti.

5 infortuni mortali nella nostra Provincia da inizio anno 2020, 1538 denunce di infortunio, 443 malattie professionali.

Non è più il tempo degli appelli e delle promesse.

La sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e non si possono accettare passivamente le tragedie che si ripetono.

È il tempo delle azioni concrete a tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori con forte determinazione e sforzo da parte di tutti, organizzazioni sindacali, datori di lavoro, istituzioni e organi di controllo in testa.

Rispetto delle regole, investimenti e prevenzione per la sicurezza sono le parole d’ordine. Unitariamente ci battiamo per la tutela dei lavoratori, del lavoro sicuro e regolare,

Ribadiamo il nostro impegno a sensibilizzare i lavoratori su tale tematica e a confrontarci con le imprese affinché l’organizzazione del lavoro tutta sia improntata alla sicurezza.

Al mondo delle imprese chiediamo investimenti maggiori in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, di intensificare la formazione erogata ai neo assunti, a chi già lavora compresi i lavoratori degli appalti perché ciò si traduce in lavoro regolare e di qualità.

Alle istituzioni a tutti i livelli, a partire dalla Regione Marche, chiediamo un preciso impegno per affrontare in modo deciso la questione, attraverso controlli efficaci e concreti che siano supportati da risorse, umane ed economiche, certe ed adeguate a partire da un maggior impegno verso la prevenzione raggiungendo l’obiettivo del 5%  del totale  di spesa sanitaria dal bilancio regionale da destinare alla salute e sicurezza.

Tragedie come queste non devono più accadere perché è inaccettabile che il lavoro sia causa o strumento di morte. Non è pensabile uscire di casa per fare il proprio lavoro e non tornare.

 


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