ASCOLI PICENO – Di seguito una nota, giunta in redazione in questi giorni, inerenti a due manifestazioni previste ad Ascoli e San Benedetto il 6 febbraio.

Sono passati 43 anni dall’approvazione della Legge 194 che regolamenta e garantisce il diritto per donne e corpi gestanti di accedere all’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG).

Si tratta di una legge di civiltà che sancisce l’inalienabile diritto all’autodeterminazione di tutte, una legge che dal 1978 ad oggi ha subito e continua a subire attacchi costanti, tentati ridimensionamenti, delegittimazioni e misticazioni di ogni sorta.

Nel corso delle ultime settimane la neo-insediata giunta regionale ha messo in campo un nuovo attacco alle linee di indirizzo promulgate dal Ministero della Salute e coadiuvate dalle delibere AIFA che regolamentano le corrette modalità di somministrazione della pillola RU486, cioè interrompere la gravidanza farmacologicamente.

La soluzione delle destre al problema della “denatalità” nasce per limitare il diritto alla scelta delle donne, impedendo la somministrazione della RU486 nei consultori e aprendo a una revisione delle linee guida degli stessi, prevedendo inoltre la collaborazione con enti privati “Pro-vita”. Il pericolo sussiste non solo per tutte coloro che rischiano di veder messo in discussione il proprio legittimo diritto alla scelta e di tutela alla salute, ma rimanda ad un pericolo più grande di attacco ai diritti civili, sociali e di cittadinanza.

È per queste ragioni che non si può restare indifferenti alle piazze che sabato 6 febbraio si uniranno a presidio per rimarcare la profonda distanza che la posizione promossa da giunta e consiglio regionale ha dagli interessi della cittadinanza. Perché si pretendono passi avanti e non si tollereranno passi indietro.

Perché quello che pretendiamo sono:

– Rispetto ed implemento delle linee di indirizzo del Ministero della Salute riguardanti l’adeguata metodologia di applicazione della legge 194/78;

Somministrazione della RU486 nei consultori e in day hospital per tutte;

Rispetto del diritto alla scelta di donne e soggettività lgbtqia+, il cui corpo sia libero, autodeterminato e non più terreno di contesa;

Riqualifica e potenziamento dei consultori, intesi come luoghi di cura, accoglienza e salvaguardia di tutte le soggettività;

Garanzia di funzionamento e finanziamento dei Centri Anti Violenza (CAV), affinché mantengano la loro vocazione di genere funzionale alle donne per uscire dalla violenza. Perché le vittime della violenza maschile non vengano messe nella condizione di subire un ulteriore torto: quello del non riconoscimento della loro dignità e individualità;

Rifiuto delle politiche di odio xenofobo e razzista che promuovono l’idea di “sostituzione etnica”, tali da dipingere la persona straniera come nemica. Invitiamo cittadinanza e rappresentanti delle forze politiche e sociali ad unirsi ai presidi autoconvocati per il giorno 6 febbraio 2021 dalle ore 15 ad Ascoli Piceno in Piazza del Popolo e a San Benedetto del Tronto in Piazza Giorgini. Per la Legge 194 e il diritto di scegliere. Libere tutte.

Questo il nostro appello rispetto al quale stiamo raccogliendo adesioni di partiti, associazioni ,sindacati e vari movimenti.

Se la regione mette a rischio il diritto all’autodeterminazione di tutte, allora tutte risponderemo. Sabato 6 febbraio alle ore 15 si terranno due presidi per difendere a gran voce la legge 194/78 e la nostra libertà, uno in Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno e uno in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto.

La cittadinanza è invitata a partecipare con cartelloni recanti frasi come ad esempio “libere tutte” o altre purché siano inclusive, senza utilizzare loghi o bandiere di appartenenze. Sottolineiamo l’importanza di rispettare le norme anti Covid con mascherine e distanziamento fisico. Per essere inserite nella scaletta degli interventi scrivere nome, cognome e ente/organizzazione a Cecilia 328 378 9721 per Ascoli Piceno ed Elisa 339 492 1973 per San Benedetto.

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