ASCOLI PICENO –  Di seguito alcune note dell’Ansa Marche, diffuse il 3 marzo.

La ricostruzione ha registrato importanti progressi nel 2020: a fine anno erano 3.248 i cantieri privati attivi e 253 quelli pubblici e delle chiese. Nel corso dell’anno passato, poi, sono stati conclusi 1.700 cantieri, portando il totale a circa 4 mila, con altrettante famiglie che hanno fatto rientro nelle proprie case.

I contributi concessi per il recupero degli edifici privati, nei 4 anni successivi agli eventi sismici 2016, ammontano a oltre un miliardo e 625 milioni di euro, a fronte dei 5 miliardi e 590 milioni richiesti. Quelli erogati dalla Cassa depositi e prestiti alle banche convenzionate sono pari a 709 milioni (406 nel 2020), ai quali si aggiungono i 21,2 milioni concessi dal commissario per finanziare la ricostruzione privata nelle aree di sovrapposizione con i precedenti terremoti in Abruzzo (18,8 milioni spesi nel 2020 nei comuni del cosiddetto “doppio cratere” abruzzese) e in Umbria (2,4 milioni di euro).

E’ quanto emerge dal rapporto sulla ricostruzione redatto dalla struttura diretta dal commissario straordinario Giovanni Legnini, in cui si sottolinea il “cambio di passo della ricostruzione privata” evidenziato dai dati relativi all’importo dei contributi richiesti, con le “quasi 20 mila istanze presentate fino a tutto il 2020, pari a 5,5 miliardi di euro: 2,3 per i danni lievi e 3,2 per i danni gravi”.

“Tutti i dati segnalano avanzamenti rilevanti o comunque significativi, a partire dal numero delle domande di contributo, arrivate a circa 20.000, con un aumento del 62% rispetto al totale del triennio precedente. Lo stesso incremento percentuale si è verificato per i decreti di concessione dei contributi”, aggiunge Legnini. Che ricorda anche l’incremento di personale sia negli Uffici speciali che nei Comuni e nella struttura commissariale: “Sono state disposte 200 nuove assunzioni nel 2020, in attuazione di una norma di legge risalente al 2018, e di ulteriori 138 unità di personale nel 2021 utilizzando le economie registrate negli anni precedenti”, spiega Legnini.

“La struttura commissariale, a sua volta – aggiunge – è stata oggetto di una profonda riorganizzazione, con la copertura degli organici già previsti e incrementi di professionalità adibite a nuove articolazioni organizzative e all’attività dei sub commissari di recente nominati”.

Entro il 2021 saranno avviati 624 cantieri per il recupero delle opere pubbliche, il 54% di quelle contenute nel nuovo elenco stilato dalla struttura commissariale per la ricostruzione che individua nel “cratere sismico” dell’Italia Centrale 1.288 edifici pubblici, oltre che 928 chiese. E’ quanto scritto nel rapporto redatto dal commissario straordinario, Giovanni Legnini, che fotografa lo stato della ricostruzione al 31 dicembre 2020 e, al tempo stesso, propone un nuovo cronoprogramma in base alle nuove norme introdotte negli ultimi 12 mesi.

“I provvedimenti normativi varati nel corso del 2020, dalle semplificazioni ai poteri in deroga concessi al commissario, hanno migliorato il quadro di riferimento”, spiega Legnini. “I molteplici interventi finanziati dalle ordinanze – per 2,2 miliardi di euro – sono stati verificati, in alcuni casi riprogrammati e inseriti in un elenco unico”. “La spesa effettiva per le opere pubbliche, a fine anno – fa sapere il commissario – era pari a 266 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto a fine 2019”. Nel secondo semestre del 2020 – si legge nel report – i cantieri della ricostruzione pubblica ultimati sono stati 67, portando il totale delle opere concluse a fine anno a 253 censiti. Sulla base dei cronoprogrammi ricevuti dalle stazioni appaltanti per le opere inserite nel nuovo elenco unico, rispetto alla situazione di giugno 2020, “si registra a fine anno un discreto progresso delle fasi di aggiudicazione della progettazione e dei lavori – si legge nel documento -. I cronoprogrammi prevedono entro il 2021 l’avvio dei cantieri, a seguito delle procedure di gara per la progettazione e l’esecuzione dei lavori, per 624 opere pubbliche”. Il programma di riparazione e ricostruzione delle chiese registra già oltre 100 interventi conclusi.

Le domande di contributo per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma sono cresciute nel 2020 del 62% rispetto all’anno precedente, passando da 12.063 a fine 2019 alle 19.568 di fine dicembre. E’ quanto si apprende dal report “La ricostruzione dell’Italia Centrale nel 2020” del commissario straordinario Giovanni Legnini.

Subito dopo il sisma – si legge nel documento – sono stati censiti circa 80 mila immobili inagibili, 30 mila con danni lievi e 50 mila con danni gravi, ma “in base alle esperienze passate non tutti saranno oggetto di ricostruzione: realisticamente le domande pervenute fin qui rappresentano circa un terzo di quelle potenzialmente attese”, spiega il commissario.

I contributi richiesti dai cittadini per riparare o ricostruire le case colpite dal sisma ammontano a 5,6 miliardi di euro. Le istanze accolte sono state 6.946, con il riconoscimento di un contributo di circa 1,6 miliardi di euro, mentre le somme erogate effettivamente sulla base dello stato di avanzamento dei lavori sono pari a oltre 700 milioni di euro.

Nel solo 2020 le somme erogate sono state pari a 406 milioni, più di quanto erogato nei tre anni precedenti. Lo scorso anno gli interventi portati a termine sono stati circa 1.700. Dall’avvio della ricostruzione gli edifici riparati o ricostruiti con i contributi, e dunque le famiglie che hanno già fatto rientro a casa, sono oltre 4 mila. Di questi, gli interventi per i quali sono stati effettuati gli ultimi pagamenti alle imprese costruttrici sono 3.694, mentre i cantieri aperti per la ricostruzione privata a fine anno erano 3.248: circa 2 mila nelle Marche, la regione che ha subito la maggior percentuale dei danni, quasi 600 in Umbria, oltre 300 nel Lazio e in Abruzzo.

“Le aree dell’Appennino centrale interessate dagli eventi sismici vivono una situazione di particolare difficoltà: la crisi sanitaria dovuta al Covid è infatti intervenuta su territori pesantemente colpiti dai terremoti e che non sono ancora stati in grado di rialzarsi, fiaccando ulteriormente la struttura sociale e produttiva”. E’ quanto viene scritto nel rapporto “La ricostruzione dell’Italia Centrale nel 2020”, nel quale il commissario straordinario Giovanni Legnini sottolinea che “la capacità di resilienza di queste aree è stata in questi anni fortemente indebolita e per realizzare le condizioni di una ripresa è necessaria un’azione che preveda interventi coordinati, mirati e rafforzati, anche in riferimento a quanto indicato dagli obiettivi del Recovery Plan”.

“L’intervento relativo alle aree del terremoto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) approvato dal Consiglio dei ministri il 14 gennaio scorso prevede una dotazione finanziaria specifica di un miliardo e 780 milioni di euro a carico del Recovery Fund-Pnrr”, si legge nel report. E si aggiunge: “Le misure specifiche collocate sul Recovery Fund trovano riferimento nei progetti presentati dall’Ufficio del commissario straordinario e dal Dipartimento Casa Italia e che prevedono interventi complementari alla ricostruzione pubblica e privata, quali la rigenerazione urbana, il sostegno al sistema delle imprese, la promozione di centri di ricerca universitaria, il sostegno all’economia circolare ed alla valorizzazione delle risorse ambientali, la promozione delle imprese creative, sociali e collegate alla valorizzazione del patrimonio ambientale e turistico”.


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