ANCONA – Un post del dottor Claudio Maria Maffei, ed direttore dell’Inrca di Ancona, in merito agli sviluppi dell’epidemia da Covid-19 nelle Marche. Il post è del 23 marzo.

Esiste un gravissimo caso Marche: nessuna speculazione politica, ma nemmeno tanto colpevole silenzio.
I dati sono chiari nella loro crudezza. Le Marche hanno la massima saturazione tra tutte le Regioni sia dei posti letto che di area intensiva (61%) che di area medica (65%), ha 151 pazienti in Pronto Soccorso ed è tra i primi posti sia come frequenza di nuovi casi, che come frequenza di ricoveri in terapia intensiva e di mortalità.
Tutti posizioni “in classifica” che peggiorano di molto la situazione di prima di Natale. I dati numerici non sono in grado di descrivere la situazione. Forse è più chiaro dire che ci sono pazienti che non si riesce a ricoverare e ci sono pazienti che non si possono trasferire in terapia intensiva.
Questa situazione va interpretata alla luce delle scelte che la Regione Marche ha fatto: riapertura del Covid Hospital di Civitanova Marche, lancio dello screening di massa, ritardo nella decisione di mettere le aree più colpite in area rossa, tentativo di tenere “puliti” alcuni ospedali e scarso coinvolgimento delle strutture private.
Ritengo grave quello che è successo, ma molto più grave la assenza di qualunque forma di comunicazione su quello che sta succedendo. Figlia della incapacità di dargli una interpretazione.
Qui non si tratta di destra o di sinistra. Siamo ai fondamentali della politica di governo: scegliere, verificare e comunicare. E io non ne vedo la traduzione pratica.

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