Di Federica Pilotti

ANCONA – La Ministra per gli affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, oggi 12 aprile ha visitato le Marche.

La politica è stata ad Ancona, poi a San Benedetto e in serata sarà ad Ascoli Piceno dove ha incontrato, e incontrerà, sindaci e istituzioni locali.

“Maggio sarà il mese delle riaperture – ha affermato ai cronisti ad Ancona – ad aprile  abbiamo utilizzato il poco di agibilità guadagnata con tanta fatica e tanti sacrifici da parte degli italiani, riaprendo le scuole e facendo ripartire i concorsi. Dal 20 aprile ci sarà un punto in Consiglio dei ministri per valutare la possibilità, sulla base dei contagi e dell’andamento del piano vaccinale, di qualche segnale di apertura già da aprile ma maggio sarà il mese della ripartenza. quindi tutti i ministeri sono al lavoro, stanno costruendo i protocolli per poter ripartire”.

Nel primo pomeriggio del 12 aprile si è tenuta una videoconferenza stampa alla presenza anche del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dell’assessore regionale con delega al bilancio ed alla ricostruzione post sisma Guido Castelli e del Commissario Straordinario Giovanni Legnini.

I temi affrontati sono stati la ricostruzione post sisma 2016 e l’emergenza Coronavirus.

Ecco le loro dichiarazioni.

Francesco Acquaroli: “Impegno per orientare gli sforzi non solo della ricostruzione ma anche della post-ricostruzione, per restituire cioè una quotidianità alla popolazione di oltre 80 comuni marchigiani e uno sviluppo delle aree interne. Se da una parte deve andare avanti la ricostruzione fisica, dall’altra è necessaria una programmazione forte in grado di fornire le condizioni per lo sviluppo, di alzare gli indici di attrattività per scongiurare il fenomeno dell’abbandono e dello spopolamento dei territori. In tal senso anche il tema delle infrastrutture resta centrale, non solo per essere competitivi ma anche per assicurare qualità dei servizi sanitari. Per questo abbiamo proposto una serie di misure di agevolazione fiscale e l’inserimento di interventi nel Recovery Plan”.

Guido Castelli: “Abbiamo sollecitato al ministro Gelmini che il tema del terremoto e della ricostruzione non è una questione locale, ma nazionale. Perché dipende da come si darà soluzione a questi temi se tutto il Centro Italia non cadrà in una crisi profonda. Sono territori già duramente colpiti da crisi economiche antecedenti la pandemia, dagli effetti negativi delle crisi bancarie (2008 e 2012( e poi dal sisma 2016. Per questo ritengo che il Recovery Plan e il Contratto Istituzionale di Sviluppo debbano essere necessariamente gestiti con il coinvolgimento della Regione”.

Giovanni Legnini: “Ricostruzione del Centro Italia è transitata in una fase matura in cui cominciano ad essere consistenti il numero di cantieri e ritmo di attivazione pratiche ma il tema sul quale siamo tutti convocati è superare dualismo tra ricostruzione e sviluppo. Non ce lo potevamo permettere prima della pandemia e nemmeno ora”.

Maria Stella Gelmini:  “Anche le Marche hanno pagato un prezzo altissimo in termini di vittime della pandemia, ma stiamo vedendo la fine dell’incubo anche grazie al buon lavoro che questa Regione sta conducendo nella campagna vaccinale, soprattutto sulla fascia degli over 80 che per il 50% hanno già ricevuto la seconda dose. Elemento fondamentale e decisivo per poter programmare le riaperture in sicurezza. Il tema delle riaperture andrà di pari passo con l’ andamento delle indagini che sta migliorando e al tempo stesso decisiva per la riapertura sarà la quantità di persone fragili vaccinate. La visita di oggi e ciò che è emerso nelle riunioni con il presidente Acquaroli e il Commissario alla Ricostruzione Legnini mi hanno offerto ottimi spunti di riflessione. C’è da lavorare sodo per la programmazione del Recovery Fund per la ricostruzione, sui cui dobbiamo incardinare 1 miliardo e 700 milioni di euro e i presupposti perché il Governo assicuri un supporto alle Regioni terremotate del Centro Italia. In tal senso ritengo un’idea brillante la proposta di una Zes (Zona Economica Speciale) per le Marche, sul modello applicabile in Sud Italia, proprio per evitare che questa regione e il Centro Italia scivolino su parametri economici negativi, di questo ne parlerò con il ministro Carfagna. Sono convinta quindi che le proposte del Presidente Acquaroli vadano ascoltate dal Governo. Esprimo apprezzamento per il lavoro svolto dalle Regioni e dal Commissario Legnini sulla ricostruzione post-sisma, improntato alla semplificazione delle procedure e alla trasparenza, una modalità di lavoro che dovrebbe costituire un modello da esportare”.


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