OFFIDA – Riportiamo e pubblichiamo una nota stampa, giunta in redazione il 3 maggio, da parte del gruppo consiliare Obiettivi comuni per Offida.

L’ex Convento di San Francesco è uno degli immobili di proprietà Comunale che dal 1996 ospita l’Enoteca Regionale, in via Garibaldi 75, già dagli anni novanta. Nel 2003 l’amministrazione stipulava una convenzione, per l’utilizzo degli spazi, con Vinea Sooc. Coop. per dieci anni. Nel 2014 gli veniva rinnovata la concessione, a titolo gratuito per ulteriori 10 anni, con voto favorevole dell’attuale Sindaco Luigi Massa, a quei tempi Assessore in carica, nonché dipendente di Vinea Soc. Coop.. Nel 2015 l’Amministrazione, con delibera di Consiglio Comunale, rivede la concessione proponendo di concedere gli spazi dell’ex Convento di San Francesco alla stessa Vinea Soc. Coop. per sei anni, con un canone annuo stabilito in 208,33 euro mensili, pari a 2.500 euro annui.

Il 29 aprile scorso è stata portata in Consiglio Comunale la proposta di proroga della convenzione, con la motivazione che la Società Vinea Soc. Coop. ha presentato un progetto da 450 mila euro alla Regione Marche e che apporterà delle migliorie come un impianto wifi e cablatura della fibra ottica.

Noi ci siamo opposti a tale proposta, pur riconoscendo i principi a cui si ispira la Vinea Soc. Coop. in quanto non condividiamo le scelte amministrative che sono in contrasto con l’interesse pubblico.

Abbiamo chiesto chiarezza, alla maggioranza, formulando le seguenti domande:

• La Vinea Soc. Coop. viene descritta come cooperativa senza scopo di lucro, in realtà dall’analisi della visura camerale e dei relativi bilanci dell’impresa, abbiamo notato che è proprietaria di immobili, ha un fatturato consistente, ha un utile e soprattutto i crediti da riscuotere pari al doppio del fatturato. I funzionari comunali hanno fatto questa ricerca prima di predisporre la convenzione?

• All’articolo 3 della convenzione prevede che la Vinea Soc. Coop. è autorizzata a concedere ad uso occasionale lo spazio dell’ex Convento dietro pagamento di un corrispettivo a privati, enti e associazioni, da disciplinare in apposita delibera dell’amministrazione. Viste le tante cerimonie, veglioni e feste private che si sono susseguite negli anni nel plesso di San Francesco, ha mai provveduto l’amministrazione a deliberare tali utilizzi? Ha mai richiesto la rendicontazione degli introiti?

• In via Garibaldi 75 troviamo, all’ingresso del plesso, targhe che manifestano la presenza di diverse società, tra cui VALORI ITALIA (con sede generale a Roma, Firenze, Thiene e sedi minori fra cui Jesi ed Offida), la HARVEST GROUP (che, nel sito pavoneggia la collaborazione con Asteria, società andata in fallimento con denaro dei cittadini Offidani andati in fumo), lo STUDIO ENOLOGICO ASSOCIATO e UNICAA. L’Amministrazione ne è al corrente? Fa finta di non conoscere? Ci sono ancora queste società? Ce ne sono altre che svolgono le proprie attività nel complesso? Se si, a quale titolo?

In Consiglio Comunale non abbiamo avuto uno straccio di risposta a nessuna di queste domande e siamo andati oltre, abbiamo ricordato alla maggioranza che i cittadini offidani stanno pagando un mutuo per la ristrutturazione del plesso per un totale di 4.500 euro annui, dove la sola quota interessi è pari a 3.500 euro del totale e, a causa della rinegoziazione del 2015, dovremmo pagarlo fino all’anno 2044.

In sintesi si concede una struttura di oltre 1.300 metri quadrati, al costo di 2.500 euro annui mentre la comunità continuerà a pagare un mutuo di 4.500 annui, fino al 2044, oltre ad aver concesso contributi alla Vinea Soc. Coop. per 119 mila euro dall’anno 2005 ad oggi, con una media di 7.437,50 euro annui.

Abbiamo chiuso le porte, dopo 120 anni, con una funzione sociale non irrilevante, al circolo del “dopolavoro” per mettere a rendita la proprietà comunale, dove per 140 metri quadri viene corrisposto un affitto di oltre 13 mila euro, e poi ci comportiamo in maniera diametralmente opposta?

Se la Vinea Soc. Coop. svolge attività di supporto alle imprese enologiche locali e non può continuare a farlo ma con un canone consono agli spazi degli uffici che occupa e con trasparenza nei confronti dei cittadini. Sarebbe altresì opportuno mettere a disposizione e concedere gli spazi, con dei bandi pubblici, a coloro che presentano i migliori progetti e la migliore offerta per la città.

Tutto ciò permetterebbe di valorizzare e qualificare ulteriormente un bene così importante, dando un ritorno economico da reinvestire sul nostro territorio.

Obiettivi Comuni per Offida non punta il dito contro le Aziende ma contesta un modus operandi della maggioranza che non lavora per un “INTERESSE COMUNE” ma di “POCHI” in “perfetta continuità” con le amministrazione passate.


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