di Lucia Franca Rozzi

ANCONA – Il Commissario straordinario per la ricostruzione del Sisma 2016 Giovanni Legnini ha presenziato una conferenza stampa per illustrare le nuove Ordinanze speciali in deroga emanate per la ricostruzione di edifici pubblici e privati del cratere sismico. Presenti anche i Presidenti e Assessori regionali e i sindaci di Marche, Abruzzo, Lazio ed Umbria.

Vi è stata una notevole semplificazione delle procedure durante l’anno 2020-21, che ha portato ad un incremento del numero di apertura dei nuovi cantieri. A detta del Commissario straordinario per la ricostruzione del Sisma 2016: “Nei primi quattro mesi dell’anno corrente di fatti sono stati autorizzati ben 2.600 cantieri privati. Sono stati triplicati i numeri dell’anno passato, nel 2020 erano stati infatti 2.700, nonostante la pandemia in corso. Si prevede un ulteriore miglioramento per i prossimi mesi, sono attese 60.000 domande, al momento ne sono state accolte 9.546”.

L’obiettivo è infatti quello di recuperare il tempo perduto negli ultimi anni; adesso tramite lo strumento delle Ordinanze in deroga si “dimezzeranno i tempi”. Oggi sono state firmate sette ordinanze speciali in deroga, che prevedono la ricostruzione: del centro storico di Amatrice e Camerino, delle scuole di Ascoli Piceno e Teramo, della Basilica di San Benedetto a Norcia, il ripristino del comune e la delocalizzazione edilizia residenziale pubblica a Valfornace (Mc), e la ricostruzione degli edifici residenziali pubblici e del municipio di Teramo e di altri comuni della Provincia.

Nei prossimi giorni sarà firmata un’ordinanza speciale per le scuole di San Ginesio, a seguito del parere dell’Anac. Una ventina di altre ordinanze saranno varate in futuro per i comuni di Accumoli, Arquata del Tronto, Campotosto, Norcia ed altri.

Queste Ordinanze speciali prevedono interventi pubblici per un importo di 276,6 milioni di euro, dei quali 172 già stanziati con le vecchie Ordinanze ed ulteriori 104 milioni di euro a valere sulla contabilità speciale del Commissario Straordinario, da realizzarsi in tempi che variano da 6 mesi a un massimo di 36 mesi.

Il territorio colpito dal sisma, che interessa quattro regioni (Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria), è stato definito dal Commissario Legnini “un territorio pregiato”, pieno di edifici storici, quali chiese, conventi, palazzi. Di fondamentale interesse sarà la qualità della ricostruzione, con l’obiettivo di rendere i borghi più belli, attrattivi e sostenibili. Oltre la sicurezza, lo studio delle faglie, e l’avere chiaro “dove si può ricostruire e dove no”.

Difatti l’ultima Ordinanza varata, la 116, prevede “il restauro e la ricostruzione degli immobili di interesse culturale e paesaggistico appartenenti a soggetti privati”. Vi è un’innovazione radicale nella determinazione dei contributi pubblici per la riparazione o la ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma.

Centrale è l’importanza paesaggistica ed il carattere dell’architettura storica di cui, per la maggior parte, sono costituiti i piccoli centri dell’Appennino danneggiati dal sisma; con l’obiettivo di favorire soluzioni conservative di restauro e scoraggiare il ricorso semplicistico alla demolizione e ricostruzione, senza dimenticare la tutela dei beni vincolati ed il garantire la sicurezza ed il miglioramento sismico.

É previsto inoltre: “un aumento del contributo di ricostruzione fino al 100% per gli immobili dichiarati di interesse culturale, fino al 70% per quelli tutelati ope legis e per quelli ricompresi nei centri e nuclei storici sottoposti a vincolo paesaggistico specifico, e fino al 50% per gli immobili nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, o qualificate come tali dagli strumenti urbanistici regionali o comunali, in quanto architettura storica e tradizionale”.

Presente alla conferenza anche il Presidente della Regione Acquaroli che invita ad essere solerti ed attenti e a sostenere le realtà rimaste più indietro. 


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