ANCONA – “Le mostre-mercato si possono svolgere in zona gialla, in quanto assimilabili ai mercati tradizionali che, in base al Dpcm del 2 marzo 2021, possono esercitare la loro attività”.

Lo chiarisce la Regione Marche che ha inviato un “contributo interpretativo” della normativa ai Comuni, alle associazioni di categoria e dei consumatori.

“Abbiamo prontamente raccolto le istanze delle amministrazioni ed associazioni di categoria che chiedevano chiarimenti in merito alla possibilità o meno di poter svolgere l’attività delle mostre-mercato – riferisce il vicepresidente Mirco Carloni, assessore al Commercio – e abbiamo proceduto ad analizzare le disposizioni nazionali e regionali specifiche, giungendo a una valutazione positiva”.

Alla luce di quanto emerso, l’interpretazione – a firma del vicepresidente e del dirigente Pf Commercio Pietro Talarico – è che il mercato all’aperto e su area pubblica o privata aperta al pubblico (cui è da assimilare la mostra-mercato), è stato sempre considerato una tipologia di attività non vietata in zona gialla, mentre il mercato vietato dalle disposizioni è da ritenersi quello svolto al chiuso.

“Per analogia le mostre-mercato non rientrano nel divieto che riguarda le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi. Dal disposto legislativo, è evidente la distinzione normativa tra mercato, fiera, sagra o eventi similari. Pertanto, la Regione Marche ritiene che l’attività delle mostre-mercato, come le altre tipologie di mercati, possano svolgersi. Sono sempre fatte salve eventuali e diverse interpretazioni da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, o dei Ministeri competenti, cui la Regione dovrà ovviamente attenersi” si legge nella nota diffusa dall’Ente.


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