ASCOLI PICENO – Tema molto delicato, affrontato nella mattinata del 19 maggio, nel capoluogo.

E’ stata convocata per oggi 19 maggio alle ore 12.30 una videoconferenza stampa del Pd Ascoli Piceno avente ad oggetto l’Area Carbon della città delle Cento Torri e in particolare il “social housing” proposto dall’Arengo, la possibilità di realizzare asili tramite un bando regionale.

Presenti Francesco Ameli (capogruppo Pd) Anna Casini (consigliera regionale, ex vice presidente Regione Marche) e Angelo Procaccini (segretario del Pd)

Angelo Procaccini apre la videoconferenza: “Volevamo parlare specificamente di un tema che a noi sta molto a cuore, ovvero l’Area Carbon. Fioravanti usa la strategia del vuoto pneumatico. Innumerevoli promesse da parte del primo cittadino quasi mai seguite da atti amministrativi. Montagna di proclami dal sindaco senza avere carte, delibere o approvazioni che certifichino il raggiungimento di ciò da parte dell’amministrazione. E’ successo con le scuole, siamo stati in pratica commissariati e la giunta esulta. Poi la vicenda di piazza Arringo, per fare la pavimentazione bisogna attivare procedimenti amministrativi che non sono stati fatti e sarebbe interessante capire come dei fondi destinati a ponti, ciclovie ed opere urbanistiche possano essere spostati per un rifacimento di una pavimentazione. Misura colma, tante le promesse non mantenute. Ascoli rischia di rimanere al palo. Silenzio anche sul tema ospedale e sul fronte sanità. E ora questi asili sull’Area Carbon, ma ci sono problemi con il bando per il social housing”.

Anna Casini prosegue: “Il Comune di Ascoli ha partecipato ad un bando regionale ma in realtà non poteva. La Regione Marche aveva messo a disposizione 30 milioni di euro finalizzati all’edilizia residenziale e sociale nelle aree terremotate e una piccola parte di questo fondo è destinato all’acquisto di immobili invenduti, già realizzati, che potrebbero necessitare di manutenzione. Alla scadenza del bando, il 3 maggio, l’amministrazione Fioravanti ha adottato una delibera di giunta con la quale aveva deciso di partecipare alla manifestazione d’interesse sottoscrivendo un protocollo d’intesa con la proprietaria della Carbon, la Restart, per acquistare 10 milioni di euro di appartamenti. La Regione boccia la proposta perché nell’Area Carbon non ci sono appartamenti realizzati, manca un piano attuativo perché non è stata mai stretta la convenzione tra il Comune e la proprietà e infine l’area dove si trovano i manufatti non ha mai avuto una bonifica. Sono vent’anni che dall’Arengo giungono proposte inesistenti. C’è da bonificare un’area di 24 ettari. Se la proprietà regalasse o vendesse al Comune ad un euro almeno la metà dell’area, la giunta potrebbe intercettare i finanziamenti pubblici per bonificare. Volumetria ridotta per il privato ma dal Comune la restante area potrebbe essere destinata per opere pubbliche. Ma si deve chiudere prima il contenzioso al Tar Marche tra Comune di Ascoli e Restart altrimenti è difficile iniziare i lavori di bonifica”.

Francesco Ameli conclude: “Attraverso il Recovery Fund si possono intercettare fondi per una direzione della transizione ecologica. La vicenda dell’Area Carbon doveva risolversi già da una decina di anni. Bisogna rimettere al centro dell’agenda tale problematica e soprattutto trovare una soluzione adeguata, senza proclami e promesse mai mantenute”.


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