ANCONA – Dal 2015 al 2020 in Italia si è registrata una contrazione degli sportelli del 22,4% e i dipendenti hanno subito un calo del 9,1%. Nello stesso periodo nelle Marche gli sportelli sono diminuiti del 26% e i dipendenti del 25%, cali superiori alla media nazionale.

Questi i dati diffusi dal Centro Studi Uilca-Uil. Andando nello specifico sui territori, nella provincia di Ancona, nel lasso di tempo considerato, gli sportelli bancari sono diminuiti di 96 unità (29%), con 750 dipendenti in meno (26%); in quella di Ascoli Piceno -32 sportelli (23,4%), -472 dipendenti (35,8%); in quella di Fermo -22 sportelli (21,4%), -126 dipendenti (20,6%); in quella di Macerata – 2 sportelli (23,6%), -305 dipendenti (20,6%); in quella di Pesaro Urbino -75 sportelli (27,2%), -394 dipendenti (20,7%).

“Agli sportelli bancari è sempre stato legato il destino dell’occupazione del settore – fa notare Fulvio Furlan, segretario generale Uilca -. A questo evidente problema si aggiunge che la loro continua chiusura porta alla desertificazione bancaria di interi territori, con ricadute estremamente pesanti in termini sociali ed economici per la mancanza di intermediatori del credito, legali, affidabili e regolati. Il Sud Italia, ad esempio, pur avendo meno sportelli, ha registrato una contrazione quasi pari al Centro e al Nord, che ne hanno molti di più”.


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